Endless Pain: Metal estremo che si rinnova nel tempo

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[oblo_image id=”1″] Attraverso questa intervista conosciamo gli Endless Pain, una Band Bresciana, che vanta di un rilevante percorso musicale, rappresentano un perfetto equilibrio tra stile e suono.
Ringrazio in modo particolare, Trevor dei Sadist, una grande icona italiana, per avermi concesso questa intervista, Beppe e tutti gli Endless Pain per la splendida collaborazione.

Chi erano gli Endless Pain nel 2001?
Erano cinque giovani metallari pieni di voglia di far casino e, visto che per tutti era il primo gruppo “serio”, eravamo entusiasti di qualsiasi cosa positiva capitava alla band. Abbiamo assaporato ogni piccolo traguardo che abbiamo raggiunto e nonostante due componenti di allora siano stati nel tempo sostituiti la medesima fame è rimasta all’interno del gruppo fino ad oggi.
Rappresentate un connubio di stile e musica e dalla vostra forte personalità musicale trapela un perfetto equilibrio tra i componenti, cosa vi rende possibile tutto ciò?
Grazie, la considero un complimento questa domanda!
Non è facile andare d’accordo tra cinque persone con idee e caratteri diversi, sicuramente riusciamo a trovare sempre una linea generale da seguire con il gruppo che, una volta decisa, deve essere adottata da tutti e portata avanti senza perplessità. Abbiamo sempre agito in democrazia all’interno della band (essendo dispari una decisione c’è sempre) e questo ha sempre portato tutti ad accettare le decisioni anche se magari la propria veniva respinta. Considera che non lasciamo mai niente al caso, dalla musica, alle copertine dei cd, ai vestiti da indossare nei live, alle scalette, qualsiasi minima cazzata la decidiamo insieme e questo sicuramente crea l’equilibrio e l’affiatamento che poi si nota dall’esterno.
Endless Pain: esordi e percorsi, in che modo si è evoluto il vostro sound ?
Si è evoluto parecchio soprattutto in seguito ai vari cambi di line up, ma anche grazie alla maggiore esperienza accumulata negli anni. Abbiamo cambiato tre cantanti che ci hanno portato dal thrash vecchio stile ad un thrash-death con voce in growl e inoltre, dopo l’ultimo cambio che c’è stato alla batteria ci siamo evoluti verso velocità e violenza che non avevamo mai raggiunto prima.
Chi sono gli Endless Pain oggi?
Siamo sempre cinque metallari pieni di voglia di far casino… ma con la consapevolezza di aver fatto qualcosa di buono nel nostro passato e con la voglia e la speranza di arrivare sempre più in là.
2001-2011 ripercorrete il vostro cammino attraverso i vostri album.
2002 “The cruel way of war” primo demo, cinque pezzi inediti, eccitatissimi a tal punto che quasi ci sciogliamo all’arrivo dei libretti per incomprensioni varie nei ringraziamenti…ahahah….ad ascoltarlo oggi è un demo fatto in cantina, con pochi mezzi e tanta voglia. Adesso sarebbe stroncatissimo ma all’epoca non si guardava all’apparenza ma solo alla sostanza e le canzoni non erano male.
2002 “The crul way of live” addirittura un live con pezzi del primo demo, qualcuno del secondo e delle cover. Praticamente la ripresa di una delle tante pazze serate alcoliche e distruttive che succedevano solo alla Sfinge di Brescia in quegli anni.
2003 “Shotgun carnage” secondo demo, altri cinque pezzi nuovi e anche qui lo stesso discorso di prima, demo registrato in presa diretta, con errori vari ma che sostanzialmente trasudava voglia di spaccare.
2005 “Born in violence” primo full lenght. Avevamo deciso di riprendere le migliori cinque tracce dei precedenti demo aggiungendo cinque nuove canzoni. E qui devo dire che abbiamo sbagliato a registrarlo ancora nella nostra sala prove… era il momento di fare una buona registrazione e invece ci siamo persi con mille sovraincisioni, suoni pessimi e masterizzazione fatta da un amico che nulla sapeva di metal… Mi spiace parecchio perché le canzoni le ritengo ancora molto valide. Mi piacerebbe poterlo riregistrare un giorno! Comunque questi primi album ci hanno dato la possibilità di suonare con Destruction e Tankard, partecipare al Metal Camp e al Tradate Iron Fest e a fare parecchi concerti in giro per i locali del nord italia. Per noi era già un successo.
2008 “De-generation war” cambio di cantante e anche di stile, la nuova voce era più cattiva e le canzoni picchiavano parecchio in velocità. Qui decidemmo di registrare in uno studio professionale, con un fonico professionista e tutti i contro cazzi ma una strana sensazione c’era in quegli anni, eravamo un po’ demoralizzati da risultati non esaltanti e qualcosa tra noi non funzionava a pieno. Alla fine abbiamo di nuovo cambiato line-up.
2009 “Course of hate” di nuovo cambio di cantante, voce ancora più cattiva con growl profondi e potenti e un’ulteriore evoluzione delle canzoni verso lidi più death. Qui abbiamo optato per un ep di quattro pezzi nuovi con in allegato un dvd professionale, registrato con ben 7 telecamere a Innsbruck durante un minitour in Austria. Il risultato è molto buono e anche dalle canzoni si percepisce l’evoluzione del nostro sound.
2011 “Chronicles of death” ovviamente il lavoro più maturo, un nuovo batterista che ci ha dato nuova vita e ci ha spinto verso direzioni musicali ancora inesplorate e, soprattutto, registrato, mixato e masterizzato da Tommy Talamanca, una grande persona che conosce perfettamente il metal e che ci ha consigliato e indirizzato verso il risultato finale che per noi è fonte di grande soddisfazione.
E’ appena uscita la vostra ultima creatura, la quale vanta della collaborazione del grande Trevor dei Sadist, come tematica la cronaca nera italiana, perché questa scelta e qual’ è il messaggio che volete trasmettere?
La collaborazione con l’icona metal che risponde al nome di Trevor è stata la ciliegia sulla torta dell’ottimo lavoro svolto a Genova presso i Nadir studios. Come facevamo a non approfittare della sua presenza se non chiedendogli di partecipare al cd? Sentirete il risultato finale e mi direte.
Per quanto riguarda il concept sulla cronaca nera italiana è stata una sfida soprattutto per il nostro cantante che ha scritto tutti i testi. D’altro canto ci sembrava giusto spostarci su fatti reali e vicini a noi, senza cercare i soliti cliché.
Con quali band famose avete avuto l’ onore di suonare e quali insegnamenti avete tratto da queste esperienze?
Abbiamo suonato con band del calibro di Sodom, Destruction, Tankard, Decapitated, Dismember, Master, Blood Red Throne, Raw Power, Cripple Bastards, Schizo e moltissimi gruppi underground italiani ed esteri e, secondo me, tutti ci hanno dimostrato che bisogna sempre crederci nel metal e spaccare nell’underground. Conoscere mostri sacri e scoprire che nella vita reale lavorano (chi in fabbrica, chi in un locale, chi come assistente sociale) e che per fare un tour prendono le ferie da un lato ti fa disilludere dal mito della rockstar, dall’altra parte ti fa capire che con estrema convinzione si possono ottenere tanti traguardi.
Nella scena Metal italiana, è ormai noto, che non è sufficiente solo saper suonare, secondo voi cos’ altro serve per poter emergere e avere la possibilità di portare avanti la propria passione?
Io ti parlo della scena metal estrema e qui vedo gruppi storici come ad esempio Sadist, Necrodeath, Extrema e Bulldozer che sono ancora in giro a spaccare sui palchi, e questo perché il loro valore e la loro costanza li hanno fatti crescere sempre nel tempo e a superare le varie vicissitudini.
Gruppi nuovi stanno emergendo prepotentemente Fleshgod Apocalypse, Modern Age Slavery e Hour of Penance hanno raggiunto dei livelli internazionali elevati, speriamo che vengano recepiti anche all’estero.
Un vostro consiglio a coloro che stanno per intraprendere il proprio percorso musicale.
Essere disposti a fare tanti sacrifici (anche economici!!!) ma soprattutto mantenere un costante e duraturo impegno.
Prendetevi un traguardo raggiungibile, arrivateci e continuate così. Non puntate subito in alto, poi ci si disillude e si perdono gli stimoli.
Potete anticiparci qualcosa riguardo i vostri progetti futuri? Diffonderete il vostro potente sound made in Italy anche all’ estero?
Stiamo programmando un po’ di date live con la nostra agenzia da qui alla fine dell’anno. Ci sarà anche qualche festival ma non possiamo anticipare nulla al momento. Quest’estate gireremo un videoclip e in autunno festeggeremo il nostro decimo anniversario!!!
[oblo_image id=”2″] Tenete d’occhio il nostro sito www.endlesspain.it che vi può indirizzare tra i vari mondi digitali che ci contornano, in particolare vi consiglio Reverbnation dove potete ascoltare due brani del nuovo cd e soprattutto le Kittycats!!! Vedere per credere!!!

Un esauriente colloquio, una band da vedere e ascoltare, che ha saputo evolversi fino a raggiungere un proprio stileun album appena uscito che merita veramente attenzione, le mie congratulazioni per l’ imponente contributo alla musica made in Italy