E se è la squadra del cuore a causare l’infarto?

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[oblo_image id=”1″]Secondo uno studio tedesco effettuato durante i campionati mondiali di calcio del 2006 in Germania, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista New England Journal of Medicine, gli appassionati di calcio (specialmente se maschi) dovranno fare attenzione durante le partite della loro squadra del cuore: avrebbero infatti il triplo delle possibilità di essere colpiti da un infarto o di soffrire di disturbi cardiaci nei novanta minuti del match. Da qui il consiglio ai cardiopatici di assumere delle pastiglie per il cuore prima dell’inizio della partita, per non incorrere in spiacenti (se non mortali) complicazioni.

[oblo_image id=”3″]Analizzando le partite della Germania nell’ultima Coppa del Mondo, i ricercatori hanno scoperto che il maggior numero di infarti è stato raggiunto durante la partita dei quarti di finale tra Germania e Argentina, vinta poi dai tedeschi. Altra partita rischiosa per il cuore dei tedeschi (ma a dire il vero anche per noi italiani) è stata la semifinale tra la Germania e l’Italia. Nella relazione che accompagna la ricerca, si legge però che apparentemente non è il risultato della partita, ovvero la vittoria o la sconfitta, ad influire sui livelli di stress e a scatenare la reazione che può portare all’attacco di cuore, ma piuttosto l’intensità delle emozioni vissute durante la visione di una partita altamente drammatica, magari decisa ai calci di rigore.

Tra le varie reazioni a questa ricerca, la più perfida ed ironica è arrivata dal Daily Telegraph, il quale ha affermato che Steve McClaren, ex coach della nazionale inglese, abbia mancato la qualificazione ai campionati europei di calcio del 2008 per salvaguardare la salute dei suoi connazionali. Un gesto forse (se nonsicuramente) poco apprezzato dai tifosi inglesi.