E’ Conte il valore aggiunto della nuova Juve

0
7

[oblo_image id=”1″]

Non indossa più la fascia, ma i galloni di capitano non si perdono con il tempo. Antonio Conte ha raccolto la sfida di riprendersi la sua  Juve per riportarla dove le compete. Tanta roba e poco tempo. Così poco da non potersi concedersi il lusso di chiedersi se si è all’altezza o meno. Il tecnico sa che deve spostare più in alto l’asticella: se vuole che la sua macchina tenga il passo di quelle che hanno dominato nelle ultime stagioni, non può accontentarsi di essere al livello degli altri piloti. E’ lui a dover garantire quel valore aggiunto, sfruttando al meglio il potenziale che gli è stato messo a disposizione per limare le differenze con chi sembra più avanti nella griglia di partenza. Ha suggerito alcune mosse del mercato, ha già imposto un nuovo schema di gioco e ha espresso concetti basilari che non si sentivano da tempo in ritiro: «A me non piacciono i pareggi, in casa esiste solo l’1 secco, in trasferta il 2». Ottimista convinto, faticatore nato, vincente per storia, non si è mai tirato indietro quando il gioco si fa duro e ha preferito soffermarsi  sugli fattori a proprio vantaggio:

         Mancanza di impegni europei: per una squadra che deve trovare automatismi e compattezza, il lavoro quotidiano è il principale alleato. Chi è impegnato sul fronte europeo deve limitarsi a rifiniture e sedute di recupero dopo gli impegni infrasettimanali. Conte invece potrà lavorare costantemente senza intralci: avrà modo così di forgiare una creatura a propria immagine e somiglianza. A differenza di altri che dovranno limitarsi a gestire un tecnico, potrà “allenare”, indottrinare il proprio calcio e le proprie idee;

         Fame di successi: A prescindere dal giudizio sugli scudetti revocati, prescritti, annullati o assegnati a tavolino, la Juventus comunque non vince da troppo tempo. La voglia di riscatto e le motivazioni equivalgono ad un pieno extra di benzina: Conte è convinto che la concentrazione possa essere determinante in campionato evitando cali di tensione e consentendo di sfruttare eventuali passi falsi delle avversarie. Il Milan punta decisamente alla Champions, l’Inter è in fase di ristrutturazione: la Vecchia Signora, invece, non ha alibi o giustificazioni per fallire nuovamente.

         Piazza: c’è entusiasmo intorno alla nuova Juve. Magari qualcuno avrebbe voluto un colpo ad effetto ma l’impressione è che finalmente la squadra stia assumendo una propria logica. E l’allenatore gode della fiducia pressoché incondizionata della tifoseria.   

Intanto gli allenamenti procedono a ritmo serrato con doppie sedute per torchiare il gruppo sul piano fisico e velocizzare i tempi d’apprendimento del modulo tattico. Come diceva un coro da stadio di qualche anno fa, c’è ancora bisogno del vecchio capitano per andare lontano…