Due giornate: sogni di gloria e prime bocciature

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[oblo_image id=”1″] Due giornate non offrono sufficienti prove per emettere sentenze definitive, ma bastano per coltivare o spazzare sogni di mezza estate. C’è una città che si sveglia improvvisamente capitale del pallone: Genoa e Sampdoria sono a punteggio pieno dopo aver superato con la maturità delle grandi Atalanta ed Udinese. Sarà un primato temporaneo ma non casuale. E’ frutto dell’organizzazione di società con idee chiare, allenatori preparati e organici di valore. Il Genoa “gattopardesco” ha cambiato tutto affinchè tutto rimanesse com’era. Via Milito e Motta, Gasperini ha plasmato un gruppo solidissimo dove secodo i dettami della Gestalt, la squadra è un’armonia che vale di più della somma delle singole note. Si festeggia anche sull’altra sponda grazie ai nuovi gemelli del gol Pazzini-Cassano che trascinano la Samp a quota 6 in classifica. Del Neri è abituato a partenze razzo, stavolta però la favola potrebbe avere un finale a sorpresa. Altra capolista a sorpresa è la Lazio: non sarà spettacolare, ma la compagine di Ballardini sa vincere soffrendo e ora può gongolare grazie a Julio Cruz, decisivo con la doppietta che ha steso il Chievo. Dopo la ripresa i biancocelesti affronteranno proprio la Juve che si è riscoperta grande all’Olimpico e che può esibire il miglior acquisto della nostra serie A. 180 minuti sono bastati a Diego per conquistare sul campo i galloni da leader. Corre, inventa, contrasta, regala assist e sa trovare la via della rete. Chiedere per informazioni alla Roma, desolatamente ultima a quota zero e annichilita dalle magie del brasiliano oltre che dalle amnesie di una difesa inadeguata. L’Inter non è in vetta ma rimane la grande favorita per lo scudetto dopo la prova di forza sciorinata nel derby. 4 gol, un gioco corale convincente impreziosito dall’innesto di Sneijder e dall’affiatamento della coppia d’attacco Milito-E’too. Tutto in faccia al Milan, ridimensionato dalla stracittadina e sull’orlo di una crisi di nervi. Gattuso che perde le staffe, Leonardo pecca d’inesperienza nella gestione del cambio e tutta la squadra si dissolve al primo schiaffone. Per fortuna, siamo alla seconda giornata e i verdetti provvisori possono essere rapidamente ribaltati. Ma la pausa per la nazionale appare salutare: cullerà i sogni di chi si sente in paradiso e aiuterà a risvegliarsi dall’incubo chi ha vissuto un allegro weekend di paura.