Disavventure a non finire in “Notte folle a Manhattan”

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[oblo_image id=”1″]Il regista Shawn Levy, dopo averci divertito con Una notte al museo e Una notte al museo 2, torna sul grande schermo con un’altra spassosa action-comedy.

Notte folle a Manhattan è la storia delle disavventure vissute durante una particolarissima serata da una normale coppia sposata: a causa di uno scambio di identità, infatti, Phil (Steve Carell) e Claire Foster (Tina Fey) devono vedersela con gente della malavita che, credendo i due malcapitati dei ricattatori, li inseguono per tutta la città nel tentativo di recuperare una chiavetta USB dai contenuti compromettenti.

Durante la pazza corsa notturna, marito e moglie si imbattono pure in altri personaggi, alcuni dalla loro parte mentre altri decisamente meno. Tali ruoli minori sono stati ricoperti da grandi attori, e ciò ha reso ancora più significative le scene con i loro brevi interventi. Mark Wahlberg, per esempio, veste i panni dell’affascinante Holbrooke, un vecchio cliente dell’agenzia immobiliare di Claire, che per amicizia cerca di aiutare la donna per tirarla fuori dai guai.

A venire in soccorso alla coppia in difficoltà c’è anche la detective Arroyo del NYPD (Taraji P. Henson, nominata all’Oscar per la sua interpretazione ne Il curioso caso di Benjamin Button) che, sebbene non creda totalmente alla versione dei fatti raccontata dai Foster, inizia a sospettare di alcuni colleghi poliziotti (Common e Jimmi Simpson).

Ma uno dei contributi più rilevanti è sicuramente quello di Ray Liotta, che qui ritroviamo nelle sembianze del minaccioso boss Joe Miletto. Proprio la sua presenza nel cast è stata una delle ragioni che ha entusiasmato maggiormente Carell e la Fey a partecipare al progetto.

Nella storia, infine, compaiono altre due coppie: quella dei Tripplehorn (James Franco e Mila Kunis), cioè veri ricattatori per i quali i Foster vengono scambiati, e dei Sullivan (Kristen Wiig e Mark Ruffalo), vecchi amici dei nostri eroi in procinto di separarsi. Tutti questi coniugi, chi per un motivo e chi per un altro, dopo aver passato tanto tempo insieme sono giunti, come Phil e Claire, a un punto morto della loro relazione. I Foster però si salvano dal divorzio ritrovando una forte affinità proprio grazie alla serata infernale che passano. Notte folle a Manhattan appunto, oltre ad essere caratterizzato da una massiccia dose d’azione, è prima di ogni altra cosa una commedia piena di sentimento. Ma, a differenza dei precedenti successi di Levy che si concentravano sui rapporti all’interno delle famiglie (es. Una scatenata dozzina), l’ultimo lavoro del regista stavolta si concentra sul tema del matrimonio.

La vicenda è stata scritta rapidamente a quattro mani dallo stesso cineasta e da Josh Klausner. A proposito della fase di scrittura e di questa collaborazione, Levy ha dichiarato: “ io e Josh abbiamo parlato dei nostri matrimoni e abbiamo scoperto che ci sono degli elementi necessari per cercare di sostenere una vibrante relazione sentimentale. Probabilmente la domanda che chiunque si dovrebbe porre arrivato nel bel mezzo dell’età adulta è: come faccio a mantenere viva e fresca la mia vita di coppia? ”.

La pellicola, comunque, non lascia delusi nemmeno gli amanti degli effetti speciali. La scena più elaborata da questo punto di vista è senza dubbio quella della corsa dei Foster a bordo di un’Audi 8, presa in prestito da Holbrooke per sfuggire ai loro inseguitori. Quando Phil inavvertitamente la fa schiantare contro un taxi, i due veicoli finiscono per incastrarsi. Tuttavia, la fuga continua e le automobili combinate insieme si fanno strada, schiantandosi qua e là, per le strade di Manhattan.

L’idea dell’unione delle due macchine è nata dal ricordo di un accadimento vissuto da Levy durante la sua adolescenza: egli stava imparando a guidare e a parcheggiare, ma ha finito per schiantarsi addosso a un’altra vettura di fronte a lui, rimanendoci incastrato.

Le leggi di New York City, ad ogni modo, hanno limitato alla produzione di girare alcune particolari acrobazie per le vie del prestigioso quartiere metropolitano. Di conseguenza, alcune parti della rocambolesca sequenza sono state filmate a Los Angeles utilizzando un totale di sei macchine da presa, inclusa la cosiddetta “balloon cam” che, equipaggiata di rotelle a ogni angolo, ha permesso di inserirsi nella traiettoria stessa dell’automobile a tutta velocità, senza comunque provocare danni costosi ai macchinari.

Il film, insomma, è consigliato a persone di tutte le età che vanno al cinema per ridere e divertirsi, ma che allo stesso tempo non disdegnano un implicito messaggio morale nella trama.