Di chi è la colpa? Sempre e solo dell’arbitro

0
3

Anche se non indossano più le tradizionali giacchette nere, gli arbitri interpretano sempre più la parte di novelli Calimero. Ogni decisione presa in campo passa sotto la lente d’ingrandimento di giornali e moviole. Vengono accusati pressochè di tutto: i loro errori falsano i risultati, la loro conduzione innervosisce i giocatori, le loro decisioni surriscaldano i tifosi dando il via a polemiche infinite. A tutto questo siamo oramai abituati, ma si sa che in Inghilterra sono sempre avanti e hanno spinto ancora oltre le responsabilità del direttore di gara di una semplice partita di calcio.

[oblo_image id=”1″] Bob Malcolm, modesto giocatore del QPR, ha trovato un modo davvero poco ortodosso per conquistarsi i titoli dei tabloid d’oltremanica. E’ stato ritrovato addormentato nell’abitacolo della sua macchina. Fin qui niente di strano. Peccato solo, che avesse “parcheggiato” in una normale corsia di marcia di una strada statale. La polizia, intervenuta su segnalazione di un autista, ha riscontrato un tasso alcolemico ben superiore al consentito. Ritiro della patente e notizia che rapidamente comincia a circolare sui media. E qui arriva il colpo di genio di Malcolm. Affida la sua versione dei fatti al sito della squadra (www.qpr.co.uk) trovando un insospettabile capro espiatorio. Il giocatore afferma di aver agito in preda alla delusione e allo sconforto per l’arbitraggio ricevuto poco prima nel corso della sfida tra Plymouth e Qpr. Per fortuna, il calciatore riconosce il proprio sbaglio e si scusa per il cattivo esempio offerto ai più giovani. La società prende le distanze prenferendo non rilasciare dichiarazioni sull’accaduto. Saggiamente qualcuno probabilmente ha dato qualche consiglio a Malcolm prima di presentarsi in tribunale. Così di fronte al giudice, il giocatore ha evitato ogni riferimento all’arbitro accettando di partecipare ad un corso di recupero per automobilisti alcolizzati.

Insomma, almeno questa volta l’arbitro è stato assolto ma nel calcio mai dire mai. In fondo, un capro espiatorio per giustificare i propri errori fa sempre comodo. Nel calcio e non solo.