domenica, Gennaio 17, 2021
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Da Pollock a Wols: Action Painters a Basilea

[oblo_image id=”1″]Inevitabilmente imperniata attorno alla figura di Jackson Pollock, personaggio che (volenti o nolenti) attira su di sè il grosso delle attenzioni, questa rassegna non si limita a proporre un notevole corpus di questo artista a discapito di altri, anzi: già dalle prime sale si puó infatti notare come lo spazio riservato ai diversi artisti presenti, certamente importanti ma meno noti al pubblico di massa, sia molto ampio. Ognuno con un proprio stile, con una propria poetica, ma tutti indissolubilmente legati a quel movimento del secondo dopoguerra denominato Action Painting, basato sulla distruzione delle tradizionali convenzioni pittoriche a favore di una libera espressione del proprio io (non a caso un altro termine per designare questa corrente è Espressionismo astratto), ponendo al centro del proprio lavoro non l’oggetto ma l’atto del dipingere in quanto tale.

Ecco cosí che al gesto e all’astrattismo pollockiani fan da contraltare le opere “figurative”, ma sempre al limite dell’astrazione, dell’olandese William De Kooning, mentre il linguaggio aniconico e irreale proprio di Pollock viene fedelmente ripreso da Joan Mitchell, Gerhard Hoehme, Eva Hesse e Sam Francis, recuperando dal Maestro, ma con originalità, anche la tecnica del dripping: nell’opera di questi artisti, infatti, il colore viene steso a grumi sulla tela orizzontale, la quale viene poi posizionata in verticale in modo tale da provocare una colatura controllata del colore, mentre lo stile di Pollockè caratterizzato dal gocciolamento diretto del colore dal pennello sulla tela. Rispetto al gestuale-segnico puro fin qui trattato, la pittura di Franz Kline, Morris Louis e John M. Armleder risulta piú controllata e meditata, nonostante sia evidente come non sia relegata in secondo piano la potenza drammatica e costruttiva del segno che caratterizza l’opera di tutti i personaggi presenti alla rassegna.

[oblo_image id=”2″]Gli artisti di cui ho dato cenno sono solo alcune delle personalità di spicco che sono state prese in considerazione dai curatori della mostra: tra gli altri si ricordano Hans Hartung, Roberto Matta, Kazuo Shiraga, Pierre Soulages e Wols (pseudonimo di Alfred Otto Wolfgang Schulze), che testimoniano come l’Action Painting, nonostante affondi le sue radici negli Stati Uniti, sia stato un movimento internazionale che ha trovato proseliti in tutto il mondo, dalla Francia, alla Germania, al Giappone, esplicandosi attraverso un linguaggio comune che fa del rifiuto della figurazione mimetico-naturalistica e dell’uso del colore in chiave psicologica i propri punti cardine.

La mostra trova il suo completamento con alcuni film-documentari realizzati negli stessi anni delle tele esposte, attraverso i quali si vuole dare un piú ampio spaccato della vita “ordinaria” di questi artisti, colti nel momento creativo o protagonisti di un intervista.

Action Painting
Fondazione Beyeler, Riehen (Basilea)
Dal 27 gennaio al 12 maggio 2008

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