Chitarra per passione, Doom e Death come stile di vita

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[oblo_image id=”1″] Raccontiamo in quest’ intervista la storia del grande chitarrista italiano Belfagor, che ha saputo affermarsi tramite i suoi progetti, ha vissuto i veri anni rivoluzionari del MetalSweDeath italiano, Horrid, il suo primo progetto, che esprime la sua carica, conosciuto largamente in territorio nazionale e non, e i Tethra , nati nel 2008 di cui ho parlato qualche mese fa in un mio articolo, i quali esprimono il lato più oscuro e intrinseco di Belfagor, simbolo di amicizia, rispetto e forte legame. Un grazie in amicizia a Belfagor per questa intervista e per la sua collaborazione e disponibilità, augurandogli il meglio per la sua passione e non solo.

In che modo e quando ti sei avvicinato alla musica Metal? Avevo dodici anni quando ho ascoltato i ‘Coven’ con ‘Wicked Woman’ e da allora ho iniziato ad approfondire la mia conoscenza, senza disdegnare comunque altri generi.

 

 

 

 

A che età hai iniziato a suonare la chitarra e quando hai capito che sarebbe diventato il tuo strumento e la passione della tua vita? Nel 1988 lavoravo nel Volkaus di Zurigo e lì  vidi per la prima volta gli ‘Hellhammer’, da quel momento ho capito che la chitarra sarebbe stata il mio strumento.

Sei un autodidatta o hai studiato? Sono totalmente autodidatta.

Che chitarre usi? E quante ne possiedi? Ne ho avute tante, sai economicamente non ho avuto grandi possibilità per acquistare chitarre di grande livello, ma con piccoli accorgimenti sono riuscito a tirar fuori il massimo con quelle che ho avuto, tra cui una Eagle, una Jackson, una Vester. Adesso ho un’ Ibanez Destroyer, una Charvel, una Kramer, e sto iniziando una collaborazione con la Lucifero Guitars per una mia signature.

1989:  hai fondato una band che diverrà col tempo un’ icona della storia del Death Metal made in Italy e non solo, raccontaci com’è iniziata questa tua avventura. Dopo la mia avventura lavorativa in Svizzera sono tornato in Italia, e fermandomi a Milano conobbi Max al mitico Transex ,da subito capimmo entrambi di avere gusti simili in fatto di musica, e decidemmo di formare gli Horrid, originariamente chiamati col nome ’Rites Of Death’.

Sei anche l’ ideatore dei testi? Come prendono vita e a cosa ti ispiri per le tue creazioni? No solitamente io ho sempre composto musica, a parte qualche lirica in passato e qualche brano un pò qua e là, a parte l ultimo cd Horrid, che uscirà per la fine dell’ anno, visto che avevamo un singer che non aveva questa dote compositiva.

Quali sono le tematiche trattate? Anticristiane ovvio.

Ripercorrimi la storia degli Horrid attraverso i vostri album. Le registrazioni, a differenza di tutte le composizione fatte, sono decisamente poche, a quei tempi c’ erano anche meno problemi in termini di lavoro, si era più sereni e componevo sempre e di continuo. All’ inzio le sonorità Horrid erano più Doom e oscure tipo ‘Hellhammer’, infatti il primo demo, ‘Eternal Suffering’, ricalca quel periodo, ma nel ’93 capimmo che la nostra natura era l’ Old SweDeath, così promo (93), ‘You A re Mine’ (’94), ‘Awaiting Of The Truth’(’96), Promo (’97), rappresentarono l’ inizio della nostra tendenza all’ Old SweDeath, purtroppo in Italia gli studi di registrazione a quei tempi per questo genere erano decisamente scadenti, e alla fine di ogni lavoro, non eravamo per niente soddisfatti, così decidemmo di andare a Stoccolma, presso i ‘Sunlight Studios’ di Tomas Skogsberg, e li nel ‘ 98 registrammo ‘Blasphemic Creatures’, il quale a detta di tutti rimane la nostra impronta indelebile targata Horrid, fu poi la volta di ‘Reborn In Sin’ (2002) e ‘Rising The Hidden Spheres’ (2005), allo Startruck di Copenagen. Il problema più evidente rimane che ho sempre avuto gente del ca..o nella band, dove pochi si sono fatti il culo veramente per portare avanti questa passione, a parte Max, e il batterista Draughar, nella band dal ’90 al ’94, posso dire che siano stati all’ altezza, infatti siamo tutt’ora amici. Appena terminata l’ ultima registrazione nel 2009, è stata fatta un po’ di pulizia, e siamo rimasti solo io e Max nella formazione, in attesa di trovare un cantante ed un batterista decenti, so che sarà difficile, ma non impossibile, questa prossima eventuale formazione sarà quella definitiva, troppa porcheria e contaminazione in giro!

A quale song degli Horrid sei più legato e perché? Ogni song  degli Horrid è parte della mia vita, ricordo ogni momento compositivo, ma se devo dirne una, per una questione mia personale ‘Come To Me di’ Rising’ della quale scrissi anche il testo, ed è dedicata ad una persona per me cara, che adesso purtroppo non c’è più.

Siete stati anche rappresentanti di un noto spot televisivo, quale? Come siete arrivati a ad avere questa partecipazione? E’ stata l’ unica tua apparizione televisiva? Nel 2005 siamo stati contattati dal regista Dario Piana, per conto dell’ Algida, in quanto  cercavano una vera Metal band per gli spot del cornetto Freemusic Festival, è stata un’ esperienza molto divertente, abbiamo girato tre spot, tra cui  uno in limousine, oltre quelli ho girato un cortometraggio Horror ‘Agony2’ ed il video ufficiale dei Tethra  ‘Everyone Must Die’ entrambi con il regista Stefano Visintin.

2008 : dai vita ad un altro eccellente progetto, orientato verso il Death Doom Metal, i Tethra, cosa rappresentano per te? Tethra è sempre stato dentro di me, come ti ho detto prima le composizioni Horrid erano molto oscure e Doom, ma mi resi conto che Horrid era un altro genere, e tale doveva rimanere, per dare vita e spazio a sonorità Doom, bisognava aspettare il tempo giusto e necessario, con gli Horrid c’era sempre un gran da fare, ma poi si arriva al punto di non farcela più, e ti rendi conto che è ora di fare un reset completo e questo ha rappresentato il mio stimolo e il momento ideale per dare il via al progetto Tethra. Dopo aver provato vari componenti, non rivelatisi all’ altezza dello scopo, conobbi Clode(ex Gory Blister), il quale fu entusiasta fin da subito delle mie idee, poi tramite lui entrò Alex, ed io trascinai quasi a forza un mio grande amico batterista, Micky, e devo dirti che tutto funziona alla grande, è bastato guardarci negli occhi, dirci ciò che dovevamo dire ed eccoci qui, niente stronzate, niente gente che si fa i ca..i propri dentro la band, siamo quattro persone che lavorano seriamente per uno scopo comune.. ossia i Tethra, e finalmente un singer che scrive i testi! Ne approfitto per ringraziarli di cuore, loro sanno cos’ ho passato e continuo a passare, ed il loro supporto, a differenza di altri è sempre stato serio e sincero, sia riguardo il lato professionale che quello umano .. Grazie Fratelli!!!

Nel 2010 esce il primo mini cd dei Tethra,  intitolato ‘ At The Gate Of Doom ‘ , presentalo. Si voleva  fare subito un Full- Lenght, ma secondo me dovevamo entrare alla grande con un biglietto da visita immediato, per poi lavorare più serenamente nella creazione del futuro album, ed ecco che in poco tempo arrivò ‘At The Gates Of Doom’, credo che l’  idea sia stata azzeccata, non ricordo un mini cd, che da subito avesse già un così discreto successo, poi con il video ufficiale ed il supporto di media e  giornali, della Masterpiece e della Eagle Booking, hanno  fatto il resto, i pezzi per il Full sono quasi pronti, ma stavolta punteremo ad una produzione decisamente migliore.

‘My Agony’ : so che sei legato in modo particolare a questa bellissima song , perché , puoi parlarne? ‘My Agony‘ è un testo scritto da una mia grande amica che vive in Sicilia, lei è Deianira Morgan, lei stessa mi consigliò il nome Tethra per la band, quindi un ringraziamento va anche a lei.

Cosa rappresentano per te gli Horrid e cosa i Tethra? Horrid, è sempre stata la mia carica emotiva contro tutto e tutti, il mio essere anticristiano dentro ed essere fedele a LUI, alla passione totale per LUI, vivere la tua vita secondo le tue emozioni e ciò che senti, posso citarti  in proposito una parte finale di un testo che sarà nel nuovo album : ‘il sangue sarà la mia fede e nella carne la passione e il peccato di colui che darà la vita’. Tethra invece, è il mio lato più oscuro, riflessivo, paziente, diciamo il mio lato meno conosciuto enigmatico e da scoprire.

Parliamo di alchimia all’ interno della band, mi sembra che i Tethra siano frutto di una crescita o meglio di una certa maturità, quanto conta  la sintonia per te e quanto incide sulla band? Cosa posso dirti, se negli Horrid ci fosse stata l’ alchimia che ho con i Tethra sicuramente in questo momento non saremo in queste condizioni, però non tutto il male viene per nuocere, e in un certo senso io devo  ringraziare tutta quella merd.. ops gente, grazie a loro ho potuto fondare i Tethra e conoscere gente con cui avere una certa alchimia, e nella nuova formazione Horrid dovrà essere la stessa cosa.

Con quali grandi band hai avuto l’ onore di condividere il palco? Con gli Horrid ho avuto l’ onore di suonare con Avulsed, Dismember, Sinister, Masacre e tante altre bands meno famose, ma ugualmente molto brave. Con i Tethra per quel poco che abbiamo fatto fino ad ora, che poco in realtà non è, la band più famosa con cui abbiamo suonato è stata i Saturnus.

Quale è stata la collaborazione più soddisfacente avuta con gli Horrid? E quella più deludente? Parto con quella più deludente, Dave Rotten degli Avulsed, lui è il titolare della Xtreemmusic, ci sfruttò per quello che doveva sfruttarci e poi ciao, promesse su promesse, che non vennero mantenute, e lui ha la fortuna di suonare con ragazzi veramente in gamba che nemmeno si merita. La Dead Sun francese invece, fortuna di suonare con ragazzi veramente in gamba che nemmeno si merita. La Dead Sun francese invece, ha dei buoni collaboratori, che ci hanno permesso di fare innumerevoli live in ogni parte d’ Europa, sono veramente poche le persone che ci hanno degnamente supportato.

Dai tuoi esordi ad oggi in che modo ti senti evoluto musicalmente? Diciamo che a me la parola evoluzione, non mi si addice proprio, chiamalo modo di vivere, come nella musica io sono così nella vita, ovvio bisogna conoscere bene lo strumento e più tempo insieme ci passi, più lo conosci, del resto è un po’ come conoscere una  donna, ma tutto quello che ho imparato mi è servito solo a far meglio ciò che percepisco ossia l’ Old School, ed è lo stesso per chi mi conosce da anni, la coerenza non è per tutti, troppe bandiere in giro.

Ti saresti mai aspettato di diventare un’ icona del Death italiano? Non mi sento per nulla un’ icona, se per qualcuno lo sono, allora ne sono onorato, io ho sempre fatto ciò che sentivo e sento, e la cosa che ho sempre detto è che il tempo dirà la verità sulle persone, infatti molti true metallers guarda che fine hanno fatto! Il Metal non è una moda, e una volta c’ era molto più rispetto tra metalheads e bands, adesso c’è molta gente che si mette una maglia true, si documenta sulla storia dell Old School e suona uno strumento solo per sentirsi il dio in terra e avere anche il coraggio di criticare il prossimo! Non funziona così, quelli sono i poser. 

Il tuo disco preferito in assoluto? Potrei farti una sfilza per generi diversi, un disco che non mi stancherò mai di ascoltare è ‘Pleasure To Kill’ dei Kreator.

Come vivi la musica, e quanto ti è stata d’aiuto nel corso della tua vita? La musica è l’ essenza della mia vita, l’ ho vissuta e continuo a viverla quotidianamente, senza di essa la mia vita non avrebbe avuto senso, e sempre sarà così.

Come vedi cambiato lo scenario Death Doom Metal italiano dall’ ’89 ad oggi? Il meglio di allora, e vantaggi dell’ oggi? A differenza degli anni passati, dove assaporavi la differenza tra una band e l’ altra, il Death, ha avuto un periodo un pò difficile, per poi tornare alla ribalta, il problema è che adesso ne ascolti una ed è come se le avessi ascoltate tutte, un calderone infinito, tutte uguali. Il Doom, invece, ha sempre avuto delle bands che si sono evidenziate per la propria originalità, e attualmente ce ne sono di valide e che possono ricordare una band piuttosto che un’ altra, e fanno del loro mood un marchio di fabbrica che li differenzia.

Che consiglio daresti ad una band emergente? Il consiglio che vorrei dare è questo, se volete suonare per divertirvi fatelo tranquillamente, ma se volete creare un qualcosa di vostro, percepite ciò che avete dentro ed esprimetelo con la vostra musica, se verrete apprezzati  la gratificazione sarà immensa.

Puoi anticiparci qualcosa riguardo ai tuoi progetti ed eventuali collaborazioni future? Per fine anno arriveranno gli album degli Horrid e Tethra, tanti live sicuramente, questa società non sarà mai clemente con noi che facciamo musica puramente per passione, ma la nostra essenza è vera, senza compromessi e niente e nessuno potrà togliercela!

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HORRID    http://www.youtube.com/watch?v=_O_Vbi4YflY   

TETHRA   http://www.youtube.com/watch?v=W0SB6oT8ebM  

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