Cassano imita Lippi: divieto al pubblico di fischiare

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[oblo_image id=”1″] I difetti che più ci danno fastidio negli altri, sono gli stessi che possediamo noi stessi. Antonio Cassano e Marcello Lippi si sono ripetutamente beccati a distanza: apparentemente così diversi da non poter incrociare le proprie strade nel cammino verso il mondiale 2006. Ma almeno un punto in comune c’è: la stessa allergia a ricevere i fischi. L’allenatore azzurro era esploso dopo aver sentito i mugugni del pubblico durante il match con Cipro. Nessuna tolleranza per i tifosi, rei a suo dire di essere condizionati dal pregiudizio e invitati ad andare a lavorare (“Magari” avranno pensato in molti in tempi di disoccupazione dilagante). A stretto di giro di posta, anche Fantantonio ha replicato a muso duro davanti ai microfoni puntando l’indice contro i tifosi sampdoriani, indispettiti dal fortunoso pareggio interno contro il Bari. Il talentuoso fantasista ha minacciato di andarsene a fine stagione (“Come a Roma e a Madrid, posso fare le valigie“) e si è lamentato  di essere il bersaglio di parte della curva blucerchiata. Pur ammettendo che la stagione della Samp, seconda dietro solo all’inarrivabile Inter, è comunque più che positiva, lascia perplessi l’assoluta incapacità da parte dei divi del pallone di tollerare le critiche da parte di chi paga un biglietto e che, pertanto, ha tutto il diritto di dissentire. Per quale ragione è lecito contestare un cantante che stecca in un concerto o un attore che ha una debacle in una rappresentazione teatrale mentre non sono ammessi mugugni nei confronti di allenatori o giocatori? A meno che si arrivi alla claque: con quello che guadagnano, i calciatori potrebbero anche permettersela…