domenica, Gennaio 17, 2021
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Buscaglione: voce della dolcevita torinese anni ’50

[oblo_image id=”1″] La storia di Ferdinando (Fred) Buscaglione, è una favola molto bella, dolcissima e piena di vita, cresciuta nel cuore della torino barocca e liberty e precisamente in piazza Cavour a due passi da via Po e Piazza Vittorio Veneto, dove ancora oggi la strada è in selciato di pietra e dove si localizza un portone in legno massiccio quasi a volerne significare la longevità del posto e la comune affermazione “dove il tempo si è fermato”. E proprio qui, il 23 novembre 1921 sul finire di un autunno mite, nasce il nostro Ferdinando, da una famiglia umile originaria di Graglia, un piccolo centro nei dintorni di Biella, trapiantata a Torino per assumere la portineria (la madre, mentre il papà era pittore edile) dello stabile sopraindicato, un palazzo seicenteco dalle caratteristiche in stile liberty, come tutta la zona centrale del quadrilatero circostante. Dopo un’infanzia serena, il nostro Ferdinando viene contagiato nel corso della sua crescita dalla grande influenza che esercita sua madre quando, nelle ore pomeridiane, offre lezioni di musica ai ragazzi in zona, suscitando in lui grande attenzione ma anche grande ammirazione per quelle sinfonie soavi che lo rapivano letteralmente, persino dalle uscite con i suoi coetanei a cui quasi sempre si sottraeva per non perdersi l’ascolto melodioso. Preso atto i suoi genitori delle grandi aspettative che Ferdinando poteva loro dare con la musica, fecero grandi sacrifici per iscriverlo al Conservatorio Giuseppe Verdi (ancora esistente) che si trovava (e si trova) a due passi da casa sua nell’odierna piazza Bodoni. Il ragazzo frequentò i corsi con poco entusiasmo anche dettato dalla scarsa propensione che aveva per la musica classica: ma il successo era solo momentaneamente rimandato perchè dopo una breve gavetta iniziò ad esplodere il suo formidabile talento iniziandosi ad esibire come polistrumentista nei locali notturni torinesi, con propensioni alla tromba, contrabbasso, al violino ed al pianoforte. Durante una delle sue fortunate esibzioni, viene notato da un altro personaggio sconosciuto all’epoca, quel Leo Chiosso, studente di giurisprudenza e grande appassionato di libri gialli, con cui formerà il grande sodalizio artistico fino alla data del tragico incidente. iNegli anni quaranta, Ferdinando partì soldato e fu distaccato in Sardegna durante tutta la durata del conflitto, riesce persino a mettersi in evidenza quando si esibirà nell’orchestra della radio alleata a Cagliari gestita dagli americani che notano in lui un grande talento, permettendogli anche di sperimentare le sonorità e i ritmi provenienti oltreoceano. Terminata la guerra, Buscaglione ritorna nella sue esibizioni musicali, prima in orchestre come comprimario e poi fondando una bands tutta sua, gli ASTERNOVAS, iniziando una vita frenetica fatta di spettacoli in italia e anche in giro per l’Europa. La collaborazione artistica con l’amico Leo porta alla creazione di canzoni anche strampalate spesso accompagnate con vari strumenti musicali, ed è proprio qui che il nostro Fred (suo nome d’arte assunto) riesce ad esprimesi come meglio non potrebbe. Il copione è sempre scontato, si parla con ironia di bulli e pupe, di città americane colonizzate da gangster duri e spietati, ma anche di belle donne e di storie di corteggiamenti audaci: non fu facile trovare una casa discografica che esaudisse la sua vena, data forse la sua musica trasgressiva per l’epoca e le sue prime incisioni partono nel 1952 con un repertorio jazz per l’etichetta LA VOCE DEL PADRONE. Ottenuto un riconoscimento importante dalla casa CETRA,  la sua discografia procede da qui spedita senza interruzioni e nel 1955 incide il primo 78 giri con CHE BAMBOLA/GIACOMINO che vende quasi un milione di copie ottenendo un successo enorme e decidendo anche di particapere ad alcune trasmissioni radiofoniche che contribuirono notevolmente alla sua grande, pur breve se vogliamo, carriera artistica. Successivamente nel 1956 arrivano anche i suoi primi 33 giri e il successo può ormai dirsi completo. L’affermazione artistica e la sua grande popolarità furono culminate anche dal grande amore della sua vita, quella Fatima Ben Embarek (conosciuta col nome d’arte Fatima Robbins) artista magrebbina di origini tedesche conosciuta a Lugano nel 1949 che si esibisce come contorsionista ed acrobata degli stessi locali frequentati da Fred. Tra i due si instaura un rapporto forte osteggiato però dal padre di lei e la romantica fuga nel 1953 (in slitta trainata da due cavalli durante una forte nevicata) e il successivo approdo a Torino per unirsi in matrimonio: il loro rapporto nel corso degli anni fu tenero ma molto burrascoso ed i continui litigi seguiti da riappacificazioni venivano seguiti costantemente dai rotocalchi rosa dell’epoca, fino a che, nel 1959, la coppia si separò definitiamente salvo poi rivedersi sporadicamente nel gennaio 1960 in quella che prometteva essere una riappacificazione ed un nuovo sodalizio; purtroppo il destino gli sarà nemico. Alla fine degli anni cinquanta, Fred Buscaglione era un personaggio dello spettacolo tra i più richiesti e non solo in campo musicale; lo si trovava dappertutto, sia nelle pubblicità, sia in televisione e in brevi apparizioni televisive che man mano diventavano sempre più importanti: la sua attività diventa sempre piu’ frenetica tra successi musicali ed apparizioni su tutti i fronti televisivi e radiofonici interpretando il ruolo di simpatico ed esilarante spaccone. Forse stanco di questo suo ruolo di “duro”, inizia ad incidere brani melodici passando cosi’ da ERI PICCOLA, CHE BAMBOLA, a LOVE IN PORTOFINO, AL CHIAR DI LUNA PORTO FORTUNA,GUARDA CHE LUNA, e altre a tema. Curioso, al culmine forse dalla sua carriera, la sua intenzione di ritirarsi dalla scena come riportato in una intervista al quotidiano Stampa Sera nel gro di due anni, prima che l’opinione pubblica lo abbandoni e con il chiaro inento di ritornare ad essere Ferdinando Buscaglione il semplice. Come nelle favole, il nostro Fred morì improvvisamente all’alba del 3 febbraio 1960 a Roma mentre rientrava nel suo albergo al termine di una delle tante fortunate esibizioni: la sua ford Thunderbird color lilla si scontrò con un autocarro carico di mattoni di tufo e anulla valsero i soccorsi di tutti coloro che sopraggiunsero sul luogo. Il funerale, svoltosi a Torino il 5 febbraio, fu celebrato alla presenza di moltissime celebrità canore ma anche di tantissima gente comune, suoi ammiratori, che ne vollero rendere l’estremo saluto- Cosa sarebbe potuto diventare Fred, se il destino non ce lo avesse portato via dalla scena così presto come in una favola moderna: il suo successo continuò anche con l’uscita del suo film NOI DURI dove recitò a fianco di Paolo Panelli, Scilla Gabel  e Totò, e nelle successive olimpiadi romane qualche mese più tardi, curosità e stupore fecero si che il suo mito si consolidasse sempre di più in Italia e nel mondo e ancora adesso viene ricordato, come personaggio memorabile ed eterno, un moderno eroe che ci guarda dall’alto e sorride constatando i suoi video e i suoi memorabili testi ancora così apprezzati, ammirati ed amati da tutti noi. Ciao Fred!

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