Biutiful cauntri: l’inferno dei rifiuti in Campania

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[oblo_image id=”1″]Approda nelle sale italiane Biutiful cauntri, scritto e diretto dalla montatrice Esmeralda Calabria, dal regista Andrea D’Ambrosio e dall’esperto di Legambiente Peppe Ruggiero. Il docufilm è stato presentato al festival del cinema di Torino, ottenendo anche una menzione speciale, e finalmente potrà riferire la storia di un’Italia malata a tutto il pubblico che è interessato ad ascoltare.

Si tratta di un film intenso e sconvolgente, che deve essere visto proprio per quello che racconta, e per come lo racconta. Una situazione così grave non deve passare inosservata, ma nemmeno deve essere vissuta superficialmente dalle notizie dei TG. La si deve sviscerare, capire, smontare e osservare nelle infinite, piccole, malate parti che la compongono.

Negli 83 minuti di pellicola, chiunque, anche uno spettatore poco informato sulle vicende, può scoprire quanto grave ed estesa sia la malattia che affligge l’Italia; un’infezione che ha il gusto della spazzatura nelle strade di Napoli, ma che odora anche di candidature vendute, politici corrotti e amministrazioni in mano alla mafia.

Si racconta del fallimento totale del ciclo dei rifiuti, che la società vincitrice d’appalto nella Regione non ha saputo gestire limitandosi a confezionare ecoballe, che sono state accumulate a Giuliano, dove il terreno sputa le nostre miserie, e i coltivatori non possono più vendere i propri prodotti, i bambini si ammalano e il resto del Paese resta a guardare indifferente. Questa è l’indifferenza che ci permette di guardare senza sentire il bisogno di aiutare, è la stessa che consente a chi governa di compiere atti dannosi per i cittadini senza preoccuparsene; l’indifferenza è il male che alberga in ognuno di noi, è la crimine di cui ognuno si macchia: siamo tutti colpevoli.