Arpino e lo Stabat: poesia e religiosità in teatro

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Arpino: il dramma e la poesia, la religiosità e la forza teatrale. E’ tutto nello Stabat Mater di Gioacchino Rossini che sarà eseguito in onore della Madonna di Loreto ad Arpino, mercoledì 10 dicembre, alle ore 21, nella Collegiata di S. Michele Arcangelo dal Concentus Musicus Fabraternus Josquin Des Pres, diretto da mauro Gizzi, reduce dalla tournée a Bologna dove ha presentato lo stesso brano in due concerti nella città in cui Rossini compose lo Stabat.

Si direbbe che dei sette dolori di Maria, che derivano tutti dalla sua condizione di ‘Madre dell’uomo dei dolori’, l’arte e la devozione abbiano soprattutto posto in risalto l’icona della Pietà: la Madre dolorosa che accoglie tra le braccia e stringe al cuore il Figlio suo morto sulla Croce. Ed è qui – sul volto di una Madre come impietrita dal dolore – che si coglie la dimensione più profonda della compassione: dolore e pace, sofferenza e speranza, strazio infinito e amore ineffabile.

Ma, la Vergine Addolorata non si piega: rimane ritta e forte ai piedi della Croce (è il plastico senso latino dello “stabat Mater”), sorretta dalla pienezza della grazia proprio nei momenti in cui più forte è la sua partecipazione alla Passione del Figlio suo Gesù.

E’ un’immagine che è talmente cara alla coscienza di ciascuno perché Maria è la Madre della compassione perché si immedesima talmente nelle sofferenze del Figlio da sentirle nella sua anima e nella sua carne. E proprio perché Maria è la Madre della compassione può essere la Consolatrice degli afflitti; perché solo chi è davvero com-passionevole può comprendere il dolore degli altri, il dolore del mondo.

Grande tema, questo del dolore del mondo; discorso che si comprende soltanto quando ci si immedesima nel dolore altrui. La forte devozione alla Vergine Addolorata, nella sua essenza, non è altro che un modo di partecipare, attraverso la contemplazione del dolore della Madre, alla passione di Cristo, che si prolunga nel dolore dell’uomo e induce a comprendere e a sollevare le umane sofferenze. Presentare lo Stabat nel periodo di preparazione al Natale è anche un modo per ricordare a tutti il rischio dello stordimento che ci fa dimenticare le sofferenze del mondo.

Gioacchino Rossini compone lo Stabat Mater quasi come compimento della sua opera musicale. Nel brano, bello e suggestivo, si trovano tanti motivi fortemente operistici che però attribuiscono ancora più forza al testo di Jacopone e alla rappresentazione drammatica di quanto avviene sul Golgota.

L’esecuzione è affidata alle voci di Vittoria D’Annibale, soprano, Fabiola Mastrogiacomo, mezzosoprano, Enrico talocco, tenore ed Adriano Scaccia, basso. L’accompagnamento musicale è di Silvia Palombi al pianoforte ed Alessandra Maura all’organo. Il coro polifonico è quello del Concentus Musicus Fabraternus Josquin Des Pres. la direzione è affidata a Mauro Gizzi.

La prossima esecuzione dello Stabat di Rossini ci satà a Morolo sabato 13 dicembre.

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