Arioli, storia di 3 promozioni e un esonero strano

0
7

[oblo_image id=”1″] Sette campionati, tre promozioni, il salto dalla C alla A bruciando le tappe grazie a successi ottenuti rigorosamente sul campo e non a tavolino (nel basket delle promozioni e retrocessioni d’ufficio, è bene precisarlo). Un inizio di stagione più che promettente tanto da meritarsi il titolo di rivelazione del campionato arrivando alla pausa invernale con un sorprendente terzo posto. Poi due sconfitte di misura in apertura di 2011 e l’idillio tra Antonello Arioli e la Pallacanestro Moncalieri si esaurisce.

Il tecnico viene sollevato dall’incarico: una decisione per certi versi clamorosi, di sicuro opinabile: “Dopo aver costruito un percorso di reciproca soddisfazione” sottolinea il tecnico “qualcosa si è incrinato. Improvvisamente l’ambiente ha perso compattezza e positività, nonostante la situazione fosse tutt’altro che critica.”

In effetti, la squadra non era in crisi: nonostante uno schizofrenico regolamento che rendeva oltre metà dei team candidati alla retrocessione, i gialloblù navigavano in acque tranquille. E allora quali i motivi dell’esonero? Forse un avvio così lusinghiero aveva creato nella dirigenza aspettative eccessive, facendo sottovalutare le reali esigenze. “Nell’ultima gara del 2010, si era fermato Tassinari: un giocatore importantissimo come dimostrato dalle statistiche e dalle cinque sconfitte ottenute in sua assenza (anche dopo il cambio di tecnico, ndr). La società ha preso un giocatore importante come Cotani, prezioso nel colmare un vuoto nel roster, ma che aveva ovviamente bisogno di qualche settimana per ritrovare la forma migliore dopo mesi in cui aveva giocato pochissimo. Non si è invece intervenuto per sostituire Tassinari e quell’assenza si è sentita e probabilmente pesa anche sulla classifica attuale”.

Senza contare che altri infortuni avevano accorciato le rotazioni al punto da far accusare la stanchezza nei decisivi finali di gara. Risultati alla mano, soltanto una volta ritornata con il roster al completo, la ZeroUno ha ripreso il passo spedito che le consente una classifica del tutto rassicurante. Acqua passata: anche se le strade oramai sono divise, Arioli ci tiene a non ridurre la sua avventura in gialloblù all’epilogo ed è signorile nel parlare di chi ha preso il suo posto in panchina: “Dopo l’avventura a Genova, ho vissuto a Moncalieri stagioni esaltanti che mi hanno anche arricchito professionalmente. Mi sento ancora tifoso della squadra a cui auguro di chiudere al meglio il campionato. Sulle qualità di Faina non ci sono dubbi: la sua storia e i suoi successi sono eloquenti”. Certo, rimane il tarlo di ciò che poteva essere e non è stato, ma non si può cancellare un romanzo avvincente soltanto perché l’ultima pagina non è stata quella desiderata. Nello sport il tempo sa essere galantuomo e concede sempre l’occasione di nuove sfide. Magari con il lieto fine.