lunedì, Gennaio 18, 2021
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Addio Champions. Mazzarri pensi al nuovo Napoli

Se il Napoli ha detto addio al sogno Champions la colpa è solo sua. Perdere in casa contro la Fiorentina ma soprattutto il Parma, e pareggiare domenica scorsa con un Cagliari senza assilli di classifica, sono peccati mortali, che sono costati molto caro agli azzurri. Colpa degli uomini scesi in campo, certamente, ma anche dell’allenatore. Contro i sardi il buon Walter non solo non ha saputo tirare fuori dal cilindro uno dei suoi colpi di genio che hanno illuminato la stagione del Napoli, ma ha anche fatto scelte opinabili e ha omesso di farne altre che parevano scontate. Perché, ad esempio, nonostante l’impegno casalingo contro una squadra non di prim’ordine, Mazzarri ha preferito ancora una volta la quantità di Pazienza alla qualità di Cigarini, nonostante la corsa infinita di Gargano? Cosa c’è da difendere al San Paolo contro il Cagliari? E se poi l’unica punta è Denis, che ancora una volta ha dimostrato di non essere all’altezza della serie A italiana, Walter non si lamenti che “la squadra crea tanto ma poi non segna”.

PROBLEMA DEL GOL – Frase che Mazzarri ha ripetuto ancora una volta nel post-partita di domenica scorsa, e che sta diventando uno sgradevole ritornello post partita per i tifosi del Napoli, ma che dopo ormai diverse giornate non può più rappresentare una giustificazione, bensì un problema da affrontare e risolvere. Inutile scaricare tutte le colpe sulla sfortuna come ormai sono soliti fare tutti i calciatori azzurri. E a nulla vale il solito “pensiamo alla prossima”, visto che di prossime ne sono rimaste soltanto tre! Se il Napoli non punge un motivo ci sarà. E le assenze di Quagliarella e Lavezzi (uscito dopo soli 20 minuti del primo tempo contro il Cagliari) non possono giustificare una completa mancanza di pericolosità negli ultimi metri.

DENIS E HOFFER – Insieme, i due attaccanti di riserva del Napoli, Denis e Hoffer, sono costati la bellezza 14 milioni di euro, mica poco. Non saranno certo al livello dei titolari, ma nemmeno così scarsi da non riuscire a combinare nulla (almeno il secondo, perché il prima sta dimostrando che invece è proprio così!). Sarebbe lecito se sbagliassero qualche occasione in più dei loro compagni più titolati, ma non è lecito che non abbiano quasi nessuna occasione da rete. Per sbagliare d’altronde, dovrebbero averne di occasioni. E se Denis qualcuna l’ha pure avuta, Hoffer poverino, non riesce nemmeno vedere com’è fatta l’erba dei campi italiani. Eppure negli ultimi due scampoli di partita concessigli qualcosa di positivo aveva fatto intravvedere.

CALAIO’ E ZALATEYA – Era necessario spendere 14 milioni di euro visto che in casa il Napoli aveva Calaiò e Zalayeta? Risposta: no. Il palermitano proprio domenica ha segnato il suo settimo gol stagionale in 30 presenze con la maglia del Siena, ma il minutaggio parla di poco più di 14 gare dal primo al novantesimo, cosa che alza di molto la sua media realizzativa: in pratica un gol ogni due partite intere. Sempre domenica, il panteron si è visto annullare una rete e si è reso protagonista dell’ennesima gara più che positiva con la casacca bolognese. Se proprio si doveva cambiare, spendendo tra l’altro così tanto, ci si sarebbe aspettato ben altri giocatori, in grado di alzare veramente il tasso tecnico dell’attacco, non certo due dello stesso livello (se non inferiore) rispetto a quelli già in organico.

IN RETE SOLO PER MAGIE – La realtà è che Mazzarri ha dato al Napoli una buona organizzazione di gioco e una mentalità da provinciale (almeno all’inizio), ma non schemi offensivi. Il suo Napoli, anche nel pieno del positivo effetto dovuto al cambio di allenatore, ha segnato praticamente sempre grazie a lampi di genio dei suoi giocatori più talentuosi: Hamsik, Lavezzi e Quagliarella. Ma, come si dice a Napoli, “nun è semp Natale”, e quando vengono a mancare i colpi di classe, se non addirittura gli uomini capaci di farli, le cose si complicano. Anche se si gioca con la terza peggior difesa del campionato (quella dei sardi).

ZUNIGA – A dar torto a Mazzarri, anche le ultime, ottime, partite di Zuniga, tenuto a lungo in panchina per ragioni tattiche (il rigido 3-4-2-1 prevede solo due esterni), e invece bisognoso solo di continuità e fiducia, come tutti d’altronde. Insomma, è arrivata l’ora per Mazzarri di pensare a un nuovo Napoli. Qualche consiglio in proposito, reparto per reparto.

DIFESA – Con il pieno recupero di Santacroce (per informazioni chiedere a Barreto e compagni), ci sembra una bestemmia tenere in campo Grava, con tutto il rispetto per il difensore di Caserta. Grava ha sicuramente vissuto un particolare periodo di forma e Mazzarri ha fatto bene ad affidarsi a lui per un certo periodo della stagione, ma ci sembra esagerato sprecare l’ex talento del Brescia, considerato da molti uno dei più promettenti difensori d’Italia. E se Campagnaro ha dimostrato che per lui, destra o sinistra non fa differenza, logica vorrebbe una difesa a tre con l’argentino a sinistra, Cannavaro al centro e Santacroce a destra.

CENTROCAMPO – A metà campo sarebbe opportuna la promozione a titolare del più tecnico Cigarini a un Pazienza in grado di dare solo sostanza. Che anche Cigarini ha in dote, come ha dimostrato lo scorso anno a Bergamo. A sinistra è chiaro che il titolare dovrebbe essere Dossena, ma ci sembra inopportuno inserirlo in una gara decisiva come quella con il Cagliari dopo tutti i problemi fisici di cui è stato vittima l’ex Liverpool fino a pochi giorni fa.

ATTACCO – In avanti infine, apprezzabile la novità di domenica scorsa: Zuniga promosso esterno offensivo con alle sue spalle Maggio a centrocampo, formerebbe una coppia molto incisiva sulla corsia destra. Una soluzione soprattutto per la partita contro il Chievo, ultimo turno di squalifica per Quagliarella. Dopo più di un girone alla guida degli azzurri in cui ha rimesso a posto molte cose, è arrivato il momento per Mazzarri di rivedere qualche decisione, di pensare a qualcosa di nuovo.

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