martedì, Gennaio 19, 2021
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Addio a Daniela Romani, icona di vita e di colore

[oblo_image id=”2″]Mondo dell’arte a lutto: si è spenta questa notte dopo un anno di malattia nella sua casa romana il Maestro Daniela Romano, icona e protagonista della storia artistica contemporanea. Era nata a Napoli, nel 1947, trascorrendo la prima infanzia nella casa natale di Posillipo. A 7 anni comincia a dipingere ad olio, affascinata dallo zio materno, il pittore sardo Ginetto Gabigiosu. Allieva di Argan alla facoltà di Storia dell’Arte Moderna della Sapienza, nel corso della sua carriera ha contato trecento personali in Italia e all’estero, oltre a firmare partecipazioni a importanti rassegne espositive. Artisticamente ha collaborato, tra gli altri, con Dario Bellezza, Eugenio Evtuscenko, Salvatore Fiume, Cesare Zavattini, Peter Wan Wood e Franz Borghese con cui è stata sposata ed ha avuto un figlio. L’attuale marito, Roberto Nardacci, ha saputo accompagnarne la vita artistica, circondandola di premure e coltivando insieme a lei il sogno di un fazzoletto di macchia mediterranea nell’amato Salento.

Le innumerevoli opere di Daniela Romano, esposte nei musei e nelle grandi gallerie europee, hanno colori forti e sempre veri, nello stile di personaggi tondi che strappano vita e rincorrono sogni. Sono donne al volante o in mongolfiera, uomini perduti e danze ironiche nella natura o nel teatro della storia. Ma su tela scorrono anche speranze su cavalli a dondolo, o ballerine che saltano pezzi di cielo in tutù e cilindro. Storie di carne e lotta e di sirene in fuga. Soprattutto, ci sono le ‘mongolfiere’ di Daniela Romano, simbolo e cifra di un pensiero artistico chiamato a spostare sempre i propri confini per aprirsi al nuovo dell’ispirazione.

[oblo_image id=”1″]Di Daniela Romano, che dipingendo di notte ha consumato due vite per l’arte, hanno scritto per cataloghi e recensioni, grandi critici e prestigiose firme del giornalismo. Nella sua ultima intervista, il Maestro con la dolcezza che le era propria e gli occhi grandi e buoni sotto gli occhiali a palla, aveva rimarcato: “L’arte è stata la mia vita. Una battaglia di colori e un’infinita ricerca di verità su una tavolozza da riprendere sempre fra le dita per ultimare il disegno”.

Già campionessa ed olimpionica di scacchi, nella vita le sue mosse più belle sono stati i tanti amici di cui ha saputo e voluto amabilmente circondarsi, creando un cenacolo di pittori e scrittori che molto ha inciso sul vissuto artistico contemporaneo. Sul versante sindacale, fondò nel febbraio 1995 il Sindacato Creativi Cisnal, l’odierna Ugl. Una proposta che all’epoca suonò come una rivoluzione e che oggi raccoglie energie e intelligenze che sono tutelate grazie a quella intuizione pionieristica. Due anni più tardi, nel luglio 2007, tramite il suo sindacato Daniela Romano chiuse a un difficile tavolo un accordo ancora oggi vigente nazionale intersindacale con Cisl e Uil.

Tra le opere di una donna di grande umanità, che bonariamente diceva di non poter perdonare più di tre slealtà da una sola persona, restano nel solco artistico del Novecento ‘Donnine sul prato a scacchi’, ‘Diavolo che rapisce una strega’ ‘Maternità’, ‘Innamorati sul divano’ e lo straordinario ‘La notte delle streghe’. Dai suoi dipinti sono state realizzati alcuni biglietti delle Lotterie Nazionali, compreso quello della Lotteria Italia 2003, oltre a copertine per dischi, giornali e numerosi libri.

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