A “Leonera” il 24° Torino GLBT Festival

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[oblo_image id=”3″]Ha chiuso i battenti questa sera il 24° Torino Glbt Film Festival “Da Sodoma a Hollywood”. Dopo otto giorni di proiezioni la giuria internazionale, composta da Harry Baer (attore, Germania), Donatella Maiorca (regista, Italia), Monica Rametta (attrice, sceneggiatrice, Italia), Auraeus Solito (regista, Filippine), Todd Stephens (regista, Usa) ha assegnato all’unanimità il Premio Ottavio Mai (del valore di 5000 euro) a Leonera di Pablo Trapero, produzione a tre tra Argentina, Brasile e Corea del Sud (2008).

La pellicola è stata premiata con un plebiscito “per l’equilibrio tra una regia rigorosa e geniale e le tante emozioni che riesce a trasmettere, veicolate dall’interpretazione intensa della protagonista femminile. Inoltre per l’archetipo femminile della maternità, come difesa dalla sopraffazione supportata dalla solidarietà femminile”. Una Menzione Speciale va a Martina Gusman per la sua “Leonera”, alla sua capacità di immedesimazione psichica e fisica nel personaggio di madre.

Il Premio Speciale della Giuria è invece andato a Elève libre del belga Joachim Lafosse (Belgio, 2008) per il “coraggio con cui affronta in modo profondo, intelligente e estremamente rigoroso un tema difficile e scabroso come quello della pedofilia grazie a una sceneggiatura perfettamente calibrata con dialoghi asciutti ed essenziali”. Menzione Speciale va a Jonas Bloquet, innocente come Tadzio in Morte a Venezia, per la sua capacità naturale, nonostante la sua giovane età, di interpretare con coraggio un ruolo di tale difficoltà.

Menzione Speciale a Wu sheng feng ling (Soundless Wind Chime) di Kit Hung (Hong Kong/Cina/Svizzera, 2008) “per il suo immaginario poetico che cattura l’amore che non conosce confini di spazio, luogo e tempo, per l’equilibrio costante tra sogno, realtà e colpi di scena abbinati a grandi emozioni tra la bellezza e la tristezza e perché sposa con successo il diverso punto di vista tra oriente e occidente”.

[oblo_image id=”2″]Per quanto riguarda invece il concorso internazionale dedicato ai “documentari” la giuria internazionale composta da Christos Acrivulis (regista, distributore, Italia/Germania), Elÿa1dio Climaco (critico, autore e conduttore televisivo, Portogallo), Florence Fradelizi (direttrice del festival glbt di Paris, Francia) ha assegnato il primo premio del valore di 2500 euro ex-aequo a Khastegi (Sex My Life) di Bahman Motamedian (Iran, 2008) “perché in una forma stilistica ed estetica inusuale, tra documentario e fiction, il regista rappresenta la scelta drastica dei protagonisti alla ricerca di una propria identità” e a Out in India: A Family’s Journey di Tom Keegan (Usa/India, 2007) “film che presenta in modo efficace ed emotivamente coinvolgente la collaborazione tra artisti e associazioni indiane per combattere i pregiudizi contro l’aids attraverso la solidarietà e l’arte. Il fatto che i protagonisti siano una coppia omosessuale con due bambini adottivi offre al film una prospettiva inedita nella ricerca della tolleranza”.

Menzione speciale della sezione al film italiano Giorgio/Giorgia…storia di una voce di Gianfranco Mingozzi (Italia, 2008) “che ha immortalato la storia e il percorso artistico di una diva transessuale importante dello spettacolo italiano”.

[oblo_image id=”1″]Nella sezione “cortometraggi” la giuria, composta da Tim Macavoy (critico, Gran Bretagna), Maren Kroyman (attrice, cantante, Germania), Nir Ne’eman (regista, Israele) ha assegnato il primo premio di 1500 euro alla pellicola brasiliana Saliva di Esmir Filho (Brasile, 2008) perché “il cinema queer oggi non significa più soltanto fare film per noi stessi, ma la sua rappresentazione serve anche a raggiungere un pubblico più ampio. Abbiamo trovato un film dall’appeal universale, a prescindere dall’essere gay, etero o qualcos’altro, che ha mostrato originalità, sapienza tecnica e introspezione emotiva. Come pubblico, siamo abituati a vedere film queer che esplorano l’identità sessuale e aiutano le persone a trovare un riferimento. Ognuno di noi deve provare l’esperienza scioccante o deliziosa del primo bacio, sia esso secco come il deserto o bagnato come una pioggia tropicale”.

Menzione speciale di categoria a Même pas mort di Claudine Natkin (Francia, 2008) dove “Gelosia, perdita dell’innocenza e il lato più oscuro della scoperta di se stessi sono inerenti al genere queer, ma sono comunque vissuti da ognuno di noi: per la interpretazione così incisiva di Marty Simeon, guidata dalla regista Claudine Natkin, con stile maturo e rispettoso”.

Altro premio, il “Nuovi sguardi“, premio che vuole riflettere l’evoluzione del cinema queer, segnalando lavori che, a prescindere dai temi trattati, sappiano utilizzare forme e linguaggi in cui il queer diventa una lettura del reale, assegnato dal comitato di selezione del festival Ricke Merighi, Davide Oberto, Cosimo Santoro è andato a Wu sheng feng ling (Soundless Wind Chime) di Kit Hung (Hong Kong/Cina/Svizzera, 2008) “per la capacità di mescolare il tempo, perché concilia mondi diversi, attraverso uno sguardo poetico e l’uso di una tecnica cinematografica in grado di dare sostanza visiva ai sentimenti”.

Ultimi, non per importanza, i premi assegnati direttamente dal pubblico che ha scelto come “miglior lungometraggio” proprio Wu sheng feng ling (Soundless Wind Chime) di Kit Hung (Hong Kong/Cina/Svizzera, 2008) e come “miglior corto” Tanjong Rhu (The Casuarina Cove) di Boo Junfeng (Singapore, 2008).

Un bilancio – nonostante gli incisi della crisi economica – decisamente in attivo per il 24° Torino GLBT Film Festival: oltre 230 titoli (tra lungometraggi, documentari e corti) proiettati negli otto giorni di festival, svoltosi nelle tre sale del Cinema Ambrosio (con le serate di apertura e di chiusura al Cinema Ideal Cityplex). Il pubblico ha affollato giorno e notte le tre sale dell’Ambrosio, ma sono stati soprattutto gli eventi di apertura e di chiusura a decretarne il successo con un duplice “tutto esaurito”.

Un po’ più numeroso dell’anno scorso, quindi, considerando che l’edizione del 2008 era stata di nove giorni e in più una serata di pre-apertura: si può parlare di un leggero aumento del 5%. Un totale di circa 35.000 presenze, con oltre duecento ospiti tra registi, attori, produttori e distributori arrivati da tutto il mondo per accompagnare i loro film e discuterne con il pubblico. Erano presenti inoltre centocinquanta accreditati tra stampa nazionale e internazionale, e oltre duecento operatori professionali e culturali.