sabato, Gennaio 16, 2021
Home Sport A Castrovillari il torneo di Texas Poker Hold'em

A Castrovillari il torneo di Texas Poker Hold’em

Diciotto atleti/giocatori di Texas Poker Hold’em no limit si sono dati appuntamento nella sala al primo piano dell’antico complesso conventuale francescano. La stessa delle sedute del Consiglio comunale.

[oblo_image id=”1″]Castro Poker Event, ovvero la finale del primo torneo di poker sportivo dal vivo nella città calabrese del Parco nazionale del Pollino. Ma niente pubblico per l’occasione. Solo concorrenti e organizzatori. Al posto delle sedie, tre tavoli da gioco rotondi e uno ovale. Sopra, panno di velluto, fiches e mazzi di carte. Eppure si tratta di quella stessa variante del gioco poker classico, che sta sbancando sia sul web che in tv. Sette ore consecutive di tavoli per l’esito di questa nuova attività sportiva in via di definitiva “parificazione”, a furor di appassionati, agli altri skill games (giochi di testa) come gli scacchi e la dama.

[oblo_image id=”2″]Alla fine, l’hanno spuntata in cinque. In palio un cospicuo montepremi di 9 mila euro. Che tradotto in premi significa: un biglietto per «un viaggio a Las Vegas al primo (Rocco Ferrari), un televisore lcd da 50 pollici al secondo (Saverio Di Stasi), un pc portatile al terzo (Giuliano Catucci), al quarto (Claudio De tommaso) e al quinto (Luigi Russo) un telefonino per ciascuno», ci svela soddisfatto Giuseppe Bonifati, presidente di una delle quattro associazioni di poker sportivo responsabili della gara.

Tutta l’operazione è durata meno di due mesi. Partendo il 7 maggio con le eliminatorie (chiamate in gergo satelliti). Sei in tutto. Cinque i comuni della provincia di Cosenza interessati: Castrovillari, Rossano, Acri, Terranova da Sibari e San Marco Argentano. Sabato 27 giugno, la finale. Quattro associazioni locali: Pokermania, Alto Jonio, King’s club e Bellin’s club. Insieme si sono occupate dell’evento nei minimi dettagli, dalle fiches regolamentari ai premi. Dietro queste sigle si nasconde un gruppo di venti/trentenni con una passione, per quello che loro chiamano sport e non gioco d’azzardo, veramente sorprendente.

[oblo_image id=”3″]Ma come è stato possibile che: un numero ristretto di venti/trentenni raccogliesse una tale cifra in così poco tempo e, soprattutto, giocando a carte in un luogo pubblico? Cerchiamo di capirci. Si sta parlando di qualcosa che non ha niente a che spartire col classico gioco del poker classico. «E’ il gioco del momento perché è un poker sportivo e non d’azzardo», spiega un concorrente. Tra l’altro, basta accendere il televisore verso l’una di notte e sintonizzarsi su una delle reti commerciali che trasmettono immagini concarte e concorrenti: lo “sdoganamento” del tavolo da gioco come luogo e stereotipo di vizio sembra essere avvenuto già da qualche tempo. Il sorprendente seguito di telespettatori, poi, non lascia margini aldubbio sull’esistenza di una domanda in forte crescita.

Ma la vera chiave di lettura sta proprio in quell’aggettivo: sportivo. Ovvero «tutti partono con la stessa quota iniziale». Che corrisponde alla quota d’iscrizione. Appena seduti, ogni partecipante riceveun certo numero difiches (o stack) uguale a tutti. Una volta esaurita la dotazione iniziale, lo sfortunato concorrente esce dal gioco. Alla fine, chi vince non può ricevere premi in denaro.

[oblo_image id=”4″]Insomma, non c’è trucco e non c’è inganno, si potrebbe dire. E soprattutto, non c’è azzardo. Perché si sarebbe risolto il problema alla radice: bandendo il contante dal gioco, puntando tutto sull’abilità dell’atleta. E lasciando alla fortuna solo quel tanto di residuo imponderabile. Necessario.

Questo, in sintesi, le opinioni di finalisti e direttori di gara qualche minuto prima dell’inizio del torneo. La sensazione, comunque, è che di Texas Poker Hold’em si continuerà a sentirne parlare a lungo. Poco tempo fa, una delle tre reti del servizio pubblico gli ha dedicato addirittura un approfondimento scientifico. Il web fa il resto con la pioggia di siti e banner pubblicitari dedicati. Per non parlare poi dell’intasamento quotidiano di mail nelle caselle di posta elettronica che invitano a mettere alla prova le vostre doti. Ma se sul web già c’è una specifica e stringente normativa. Quello che, ad oggi, invece pare necessiti di una maggiore attenzione da parte del legislatore è proprio il poker sportivo live. Quello giocato dal vivo in tornei come questo, organizzati e sempre più diffusi sul territorio tanto da preoccupare non solo le istituzioni pubbliche quanto chi ha interessi nel settore.

“Ma cosa succede adesso al Poker Live? L’articolo 27 della Legge Comunitaria recepisce quanto aveva indicato Federpoker ed il Ministero dell’Interno: esclusione del fine di lucro, divieto per i tornei con rebuy, quota di iscrizione contenuta e regolamento ministeriale per definire le procedure nel dettaglio, – si legge in un comunicato del 25 giugno sul sito di Federpoker – mentre l’articolo 28 individua in talune categorie di concessionari o realtà commerciali in possesso di alcuni requisiti, i soggetti autorizzati all’organizzazione di tornei di poker sportivo, che non potranno avere però finalità di lucro in questo campo. Questi garantiranno la piena legalità dell’operato mentre le associazioni continueranno a gestire i tornei, avendone le piene capacità tecniche e la giusta esperienza.”.

[oblo_image id=”5″]“La legge parla chiaramente di poker sportivo e già questo è un primo riconoscimento ufficiale alla pratica del poker come sport. Nelle prossime settimane Federpoker – conclude il documento – incontrerà i funzionari del Ministero dell’Interno e dell’AAMS (Amministrazione autonoma Monopoli di Stato) per iniziare a tracciare le linee guida per la stesura dei regolamenti prescritti dalla Legge Comunitaria”.

In attesa che Ministero, Monopoli e associazioni si mettano d’accordo, non ci resta che sperare che ad entusiasmare gli appassionati del poker sportivo sia solo l’interesse per il calcolo delle probabilità, lo studio dell’avversario la freddezza, eccetera, eccetera.

Most Popular

Recent Comments