A Bari il festival fa ‘Nine’. Ma senza dive

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[oblo_image id=”1″]Non c’era Sophia Loren, hanno mandato Ricky Tognazzi. Per carità, noblesse oblige (più che altro per il padre di Ricky), ma per l’apertura del Bif&st a Bari (prima edizione dopo la “prova” del 2009) e l’anteprima di “Nine”, il racconto italoamericano di Rob Marshall, forse ci si aspettava qualcosa di più. Magari non Daniel Day Lewis o Penelope Cruz, ma almeno l’ultima diva poteva fare la sua apparizione nel magnifico Teatro Petruzzelli, riadattato per l’occasione a cinema.

Loren o no, la creatura di Felice Laudadio prende finalmente il via in un clima non troppo pugliese (zero gradi e pioggia ghiacciata) e con il favore del pubblico, che ha preso d’assalto le biglietterie online per assistere agli oltre 400 eventi che fino a sabato 30 gennaio coloreranno in technicolor il capoluogo pugliese. Il presidente dell’Apulia Film Commission, Oscar Iarussi, ha ribadito che la diffusione di questa cultura cinematografica è il frutto di una strategia promossa dalla Regione Puglia e dall’Apulia film Commission, che vede il cinema come fonte di sviluppo economico, come una filiera, per usare un termine economico, che va dal consumatore al produttore. «Questo non è il festival di Nichi Vendola – ha detto Felice Laudadio – ma è il festival istituzionale di una regione che è presieduta da Nichi Vendola, ed è soprattutto una manifestazione molto importante che ha e avrà un forte impatto mediatico».

162 film in programma, 81 recenti e 81 di retrospettive, per complessivi 311 appuntamenti ma anche con l’invito a combattere qualsiasi forma di “pirateria”. Per Enrico Magrelli, vice direttore artistico della manifestazione, questo è un festival moderno, con una ‘personalità multipla che rispecchia la situazione della cinematografia oggi e si propone di instaurare un dialogo con il pubblico. Il festival offrirà uno sguardo sulla cultura cinematografica, in particolare quella contemporanea con grande attenzione quindi anche alle fiction e alle produzioni televisive. «Si tratta di un festival che pensa”, ha detto l’assessore al turismo della Regione Puglia, Magda Terrevoli. «Si tratta – ha continuato – di impostare in maniera differente i problemi, in questo caso il turismo, che assume così una dimensione culturale più ampia più complessa ama che più fruttuosa”. E a questo proposito ha ricordato quanto abbiano contribuito alla conoscenza della Puglia all’estero i film girati nel Gargano dagli indiani, o dai francesi a Lecce. Come sempre, dobbiamo farci scoprire dagli altri.

Il sipario è su. Sperando che il sole baci questa bella manifestazione, per ora un po’ gelata dagli eventi. Atmosferici, s’intende.