4 Maggio 49: il ricordo della squadra vinta solo dal fato

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[oblo_image id=”1″] Si riesce a polemizzare anche nel ricordo. Il 4 Maggio 1949 rimane la data più nefasta della storia del nostro calcio: il Grande Torino finisce sul colle di Superga, un puntino nel cielo dove si schianta l’aereo che riconduce la miglior squadra al mondo consegnandola direttamente alla leggenda. A distanza di 61 anni, e per la prima volta, il popolo granata si avvicina al ricordo tra le polemiche. In seguito ad uno striscione esposto dalla tifoseria durante l’ultima gara di campionato “A Superga non ti vogliamo”, il presidente Urbano Cairo ha comunicato di non voler partecipare alla commemorazione pubblica per evitare tensioni in un luogo sacro per gli amanti del Toro. Scaramucce evitabili con un po’ di buonsenso: meglio riportare i nomi di coloro che lasciarono la vita in quel tragico viaggio di ritorno dopo un’amichevole col Benfica:

Agnisetta Arnaldo (dirigente)
Bacigalupo Valerio (giocatore)
Ballarin Aldo (giocatore)
Ballarin Dino (giocatore)
Biancardi Cesare (equipaggio)
Bonaiuti Andrea (dirigente)
Bongiorni Emile (giocatore)
Casalbore Renato (giornalista)
Castigliano Eusebio (giocatore)
Cavallero Luigi (giornalista)
Civalleri Ippolito (dirigente)
Cortina Osvaldo (massaggiatore)
D’Inca Celeste (equipaggio)
Erbstein Egrin (allenatore)
Fadini Rubens (giocatore)
Gabetto Guglielmo (giocatore)
Grava Ruggero (giocatore)
Grezar Giuseppe (giocatore)
Lievesley Leslie (allenatore)
Loik Ezio (giocatore)
Maroso Virgilio (giocatore)
Martelli Danilo (giocatore)
Mazzola Valentino (giocatore)
Menti Romeo (giocatore)
Operto Piero (giocatore)
Ossola Franco (giocatore)
Pangrazi Antonio (equipaggio)
Pierluigi Meroni (equipaggio)
Rigamonti Mario (giocatore)
Schubert Julius (giocatore)
Tosatti Renato (giornalista)

Si potrebbero aggiungere le statistiche di quella squadra da favola, i cinque titoli consecutivi in campionato, la presenza quasi completa del gruppo nella nostra nazionale, ma stiamo parlando del Grande Torino. Non c’è bisogno di aggiungere altro. Come scrisse Indro Montanelli: Gli eroi sono sempre immortali agli occhi di chi in essi crede. E così i ragazzi crederanno che il Torino non è morto: è soltanto in trasferta”.