16 Settembre 1947: per non dimenticare…

0
4

[oblo_image id=”1″] Nell’anno dei festeggiamenti  di  ITALIA 150 vorrei riproporre un tema che, con mio grande rammarico, mai nessuno si  e’ sognato di approfondire e riportare alla nostra memoria, visto che in questo giorno cruciale si e’ vissuta una delle pagine piu’ dolorose e sconvolgenti della storia della nostra Nazione.  Sicuramente, ai piu’ questa data non dice e non dira’ nulla e così come oggi  oramai il passato rappresenta solo il passato e il futuro puo’ apparire come un’incognita,  cadendo nell’ingiusto dimenticatoio. Eppure quel 16 settembre di moltissimi anni fa qualcosa successe, un fatto di gravita’ internazionale che coinvolse in diversa misura, dapprima le Nazioni vincitrici del secondo conflitto mondiale e poi, in seconda battuta, le Nazioni che uscirono sconfitte fra cui noi, poveri derelitti! Occorre, a questo proposito, fare un piccolo passo indietro nel tempo  e ritornare in quell’altrettanto funesto 8 settembre 1943 che con l’armistizio voluto dal Generale Badoglio, che in quei tempi di pura confusione rappresentava il Paese intero sotto forma istituzionale, metteva l’Italia intera alla berlina di tutti, nella fattispecie dei Paesi aggressori che attaccarono violentemente il nostro territorio  con atti di pura follia e di rivendicazioni folli che sicuramente uno Stato piu’ forte ( ma in quel momento non esisteva proprio…) avrebbe sicuramente scongiurato. E cosi’, mentre ad oriente le armate partigiane del maresciallo Tito mettevano a ferro e fuoco la Venezia Giulia rivendicando persino  gli antichi centri storici con a simbolo gli antichi Campanili Veneziani (se non e’ una prova di italianita’ pura, questa!) ad occidente succedevano episodi molto strani, figli del piu’ puro e spietato opportunismo di  fondamento, cosi’ come verranno elencati  in rapida successione. La Francia, nazione vincitrice del secondo conflitto, approfittando del campo libero e cercando una pronta vendetta dopo  la, a detta loro, pugnalata mortale infertale dall’Italia, dimenticando come piu’ di cento anni prima un tale Napoleone Bonaparte abbia scorazzato impunemente saccheggiando e razziando ovunque nel nome di una Repubblica Cisalpina Inesistente ai puri fini ideologici, ma ben viva per quanto riguardava i tesori sottrattigli e le assurde quanto bugiarde promesse di unita’ nazionale: l’entusiasmo era alle stelle ma l’Empereur pensava solo a se stesso! Non si tratta di una pugnalata pure questa? Entrando nel dettaglio, ecco che, come dicevamo, nascono i primi “comite’ de rathacment” che, partiti da Nizza, si infiltravano lungo  le principali arterie di collegamento con l’Italia, col puro intento di creare e serpeggiare il malcontento tra le popolazioni: operazione riuscita in Valle Roja, mentre tutte le altre vallate resistettero e rifiutarono l’annessione francese, fino a che, lo Stato Maggione  Americano, nella figura del Generale Eisenawer,  ordino’ perentoriamente al Maresciallo De Goulle  di ritirarsi da tutto il territorio italiano, pena le buone relazioni tra i due Paesi e gli aiuti statunitensi alla Francia, abbastanza in ginocchio pure lei dopo una lunga e dolorosa guerra. Non fosse andata cosi’, De Goulle, contro ogni parere e previsione, ordino’ alle sue truppe di marciare verso Torino ed occuparla militarmente: che grande rischio abbiamo corso! Come  risarcimento forzoso, la Francia alla fine riusci’ ad annettere diversi territori italiani, di scarse dimensioni  se vogliamo, ma di enorme rilievo strategico visto che parecchi bacini con centrali idroelettriche annesse, all’epoca considerate “vere ricchezze”: e cosi’, a cominciare dal Passo del Moncenisio fino alla Centrale di Confine di San Dalmazzo di Tenda (che da sola serviva ad  illuminare il Ponente ligure) ma anche la miniera di  Valle Stretta sul Tabor, tutte localita’ che in un battibaleno cambiarono bandiera, destando anche preoccupazione in prospettiva di un’Italia dalla collocazione politica incerta, come dimostra la confisca e l’abbattimento di qualsiasi opera bellica in Italia. Per fortuna, la storia recente ci insegna che gli aiuti americani e il successivo boom economico cambiarono completamente il nostro Paese e diedero nuova forza trainante alla nostra economia, ma quell’Italia era davvero un’altra cosa … Tornando in quei tempi, l’Alta Valle Roja  degli anni trenta, importante crocevia internazionale stradale e ferroviario tra Torino e Nizza  nonche’ importante fulcro, come gia’ menzionato, di importanti quanto strategiche centrali idroelettriche,  godeva pure, come se non bastasse, di un favorevole regime fiscale per  la produzione  in esubero che prevedeva la sollevazione da ogni tipo di imposta, regime che, come da piu’ logica previsione, il governo italiano non pote’ piu’ concedere dopo la guerra. E tra odio e risentimento anti-fascista e sobillazioni di una una  ormai certa annessione nell’antica Contea di Nizza, da dove nel 1860 Napoleone III rinuncio’ ufficialmente  e definitivamente al “presunto”  territorio di caccia del Re Vittorio Emanuele II che comprendeva, appunto, l’Alta Valle Roja con annessi e connessi,  le popolazioni pian piano si convinsero che forse la strada piu ‘giusta da intraprendere era quella di guardare alla Francia e cosi’, col passare del tempo, crebbe il malcontento e la rassegnazione; strano solo che prima di allora non si erano mai verificati episodi annessionistici pro-francesi. Il lavoro di finitura ai fianchi svolto dai vari comite’ era immediato e rapido, spesso con comizi farciti di insensate bugie e frottole (simili a quelli propinati ai nizzardi da CAVOUR nei tempi dell’annessione e nell’unita’ italiana) e di privilegi e concessioni fantasma, promessi e mai concessi, purtroppo alla fine rivelatisi determinanti in quanto il governo italiano non ebbe il giusto peso per impedire questa carneficina derubricata come … pulizia etnica per fortuna senza spargimento di sangue (a differenza dei confini orientali). Forte di un Trattato di Pace sicuramente ingiusto ed estremamente punitivo verso l’Italia, decretato a Parigi (Francia … notare!!!) il 10 febbraio 1947, De Goulle fece credere al mondo intero di  essere paladino dei valori simbolo del suo paese, liberte’ egalite’ fraternite’, riunificando a Nizza le antiche popolazioni dell’Alta Valle Roja, data la loro indiscussa antica origine ligure, invece mirava solo ai suoi interessi personali e alle Centrali Idroelettriche; scrisse inoltre delle altre pagine dolorose per noi, a cominciare dal 2 gennaio dell’anno prima quando tutte le centrali idroelettriche ripresero la loro attivita’  vendendoci  l’energia elettrica a prezzi di mercato (sicuramente un’affermazone che puo’ far sorridere), ma anche promuovendo azioni violente verso tutti coloro che osteggiavano la loro avanzata professando ancora italianita’, caso sicuramente emblematico fu quello della proprietaria dell’albergo Italia di Briga Marittima di chiari sentimenti italiani, brutalmente malmenata da esponenti del  comite’ e  soltanto osservata e persino richiamata dai militari francesi di pattugliamento, con l’assurda motivazione di “smetterla con le loro beghe da condominio!” Anche i sindaci di Tenda e Briga Marittima vennero destituiti dai membri del comite’ senza motivazione, tutte le cariche importanti erano ormai a loro disposizione. Dopo il Trattato di Pace, la resa di Tenda e Briga all’Italia era ormai imminente e in queste cittadine si viveva un clima festante e sempre piu’ di odio verso i nostri colori; erano frequenti i tentativi di ammainare le bandiere italiane e alleate dai municipi o dalle caserme,  anche se i militari di pattugliamento  riportavano l’ordine  innalzandole  nuovamente, ma tutto cio’ cominciava a diventare estremamente faticoso per l’ordine pubblico col rischio che l’ambiente diventasse una polveriera pronta ad esplodere in qualsiasi momento. Ovviamente c’erano  anche  gli speranzosi, ma che la piccola regione restasse italiana era sicuramente un’ipotesi remota, ormai tutto era scritto: come in una lenta agonia bisognava aspettare il giorno esatto in cui il Trattato sarebbe diventato esecutivo, ed ogni giorno poteva essere quello buono. A proposito di farse, il referendum di annessione alla Francia proposto alle popolazioni di Tenda e Briga Marittima suscito’ parecchie perplessita’, visto che a Tenda, ben il 92% della popolazione (mentre a Briga un po’ meno) si dichiaro’ favorevole a diventare francese. L e perplessita’ erano dovute al fatto che nel precedente referendum italiano, quello del 2 giugno 1946, sempre svoltosi con lo stesso bacino di utenza, vedeva a Tenda la Repubblica vincente sul filo di lana mentre addirittura a Briga era la Monarchia ad avere la miglior percentuale. Com’era possibile che in un paese repubblicano da sempre come la Francia, prevalessero sentimenti diversi??? Purtroppo a quei tempi  non esistevano appelli o altro, per cui tutte le ingiustizie furono pagate col nostro sangue e la lenta agonia di cui citavo prima con i dubbi e le incertezze del caso, finalmente ebbe a terminare. In quel triste e doloroso giorno, tutti gli uffici pubblici e le caserme ammainarono le bandiere italiane, e i circa 700 abitanti di sentimenti italiani abbandonarono le loro case per essere trasportati oltre il tunnel  del Colle di Tenda (il nuovo confine) senza potersi sottrarre, al pari dei Carabinieri rimasti per la cerimonia dell’ultimo saluto alla bandiera italiana, alla gogna degli insulti indecenti e indecorosi dei  filo-francesi  che proseguirono con l’opera di smantellamento di qualsiasi  traccia di italianita’ (tanto per citare alcuni esempi, cambio’ la toponomastica, i marmi delle vie furono completamente distrutti la prima notte): a riprova di cio’..e’ ben visibile la piazza centrale dove sorge il municipio che oggi si chiama … “place du 16 septembre 1947”. Gli atti vandalici continuarono anche dopo la fine delle ostilita’ e il lento ritorno alla normalita’ dei rapporti internazionali tra i due Paesi, ultimo dei quali, con mia somma sorpresa,  la totale sparizione degli antichi fregi delle ferrovie dello stato  degli anni venti. Ultimo monito: sui siti francesi riguardanti la Regione Provenza  e Costa Azzurra, si menziona la Valle Roja come riunificata finalmente alla Francia mentre invece, dati storici alla mano, non e’ mai appartenuta alla Francia perche’ era territorio integrante dell’antica Contea di Nizza ceduta da Cavour a Napoleone III insieme alla Savoia in cambio del processo unificatorio dell’Unita’ d’Italia, e mai entrata, con accordo scritto avallato da Napoleone III, nelle mire espansionistiche francesi. Siamo arrivati al punto che bisognerebbe riscrivere la storia??? Adesso i confini e le barriere non esistono piu’, pero’ che umiliazione per molti anni subire una delimitazione su di un territorio italianissimo dalle orgini, usi e costumi italiani; oppure subire l’umiliazione di non poter nemmeno consumare un pasto in un locale della Val Roja  nella piu’ totale e completa indifferenza (tipo voce bassa per non farsi riconoscere la parlata in lingua italiana). Speriamo che l’ìEuropa unita possa finalmente insegnare qualcosa …