Pubblicato il: 25 Gennaio 2014

Vinicio Marchioni , prova magistrale in Tutta colpa di Freud

Vinicio Marchioni

Vinicio Marchioni

Quando si interpreta il personaggio di una serie, c’è il rischio di non essere credibili. Ma il pericolo maggiore è di avere così tanto successo da vedere la propria carriera legata sempre a doppio filo a quel personaggio. Difficile scandire il nome di Vinicio Marchioni senza pensare a Il Freddo di Romanzo Criminale. Eppure, l’attore romano vanta partecipazioni in produzioni importanti con registi del calibro di  Woody Allen(To Rome with Love) e Sergio Castellitto (Venuto al mondo).

Se serviva un’ulteriore performance magistrale per affrancarsi dal ruolo della fortunatissima serie televisiva, ebbene, è arrivata in Tutta colpa di Freud , commedia originale e volutamente posata diretta da Paolo Genovese. Vinicio Marchioni è Fabio: un ragazzo sordomuto che si lega magneticamente alla libraia Marta (alias Vittoria Puccini). Proprio lo status del personaggio diventa un banco di prova impegnativo dal punto di visto recitativo. Non poter usare la parola significa dover comunicare esclusivamente con la propria mimica. Marchioni trasforma il proprio volto in un guanto che si adatta perfettamente a rappresentare ogni stato d’animo in una commedia che prevede tutti i registri emotivi : comico, sentimentale, drammatico, psicologico. Ci voleva un grande equilibrio per rendere il personaggio autentico, profondo facendo sì che lo spettatore si sentisse in empatia senza scivolare nella compassione: l’esperimento è riuscito. In una pellicola che è un lungometraggio per davvero (120 minuti…) e che prevede lo scorrere in parallelo di più vicende, la storia tra Marta e Fabio spicca decisamente sulle altre per intensità. Nel continuo gioco di sguardi, nell’espressività dei protagonisti, nel peso dei silenzi che riescono a identificare intesa, distanza, complicità e gelo secondo necessità. Un ruolo che ha richiesto una preparazione meticolosa: Vinicio Marchioni ha studiato la lingua dei segni ed era seguito sul set da una professionista. Il risultato è davvero lusinghiero per gli spettatori e soddisfacente per l’attore stesso che durante le riprese ha scoperto come “nella vita reale siamo abituati a usare troppe parole“. Come dargli torto? Intanto, la certezza è di aver trovato un attore completo anche per il grande schermo. Il Freddo e Romanzo Criminale rimarranno ricordi. Piacevoli senza essere ingombranti.

Vinicio Marchioni, prova magistrale in Tutta colpa di Freud

 

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