Pubblicato il: 1 Febbraio 2014

Nocerina , il compleanno più amaro

Nocerina , la passione dei tifosi

Nocerina , la passione dei tifosi

Nocerina , 104 anni di storia macchiati dal derby farsa e con la spada di Damocle della sentenza

Chi vi scrive è un tifoso, ed ha in questo momento il volto rigato dalle lacrime. Gli anni di passione sportiva non sono facili da cancellare col colpo di spugna di una sentenza giuridica. Ma proverò a raccontare nella maniera più asettica possibile i fatti: l’ASG Nocerina 1910 compie oggi, 1 febbraio 2014, 104 anni di storia. Centoquattro primavere fatte di gioie e dolori, fallimenti e risalite, vittorie, sconfitte e delusioni. Tre promozioni in Serie B, massimo traguardo raggiunto dalla società rossonera, la prima nel 1947, la seconda nel 1978 e l’ultima nel 2011. Questa è la storia di una squadra capace di battere ogni record della terza serie nel campionato di Prima Divisione 2010/11. Prima di allora, e forse anche dopo, è stata una delle tante compagini dell’ex Serie C1, che si barcamenava tra dilettantismo e professionismo, con tante presenze in terza serie e altrettante in quarta.

Una normalissima squadra di Serie C1. Finchè il 10 Novembre 2013, quel maledetto 10 Novembre, non è successo ciò che è stato agli occhi di tutti, appassionati e non di questo meraviglioso gioco. ‘Che è succiés? Che è ‘stu fatt ra’ Nocerina ?’. Tante, tantissime volte amici e conoscenti mi hanno posto questa domanda. Alla quale spesso non ho saputo o non ho voluto rispondere, vuoi perché sconvolto, arrabbiato, vuoi per cercare di difendere i miei concittadini, vuoi per stoppare o quantomeno frenare il clamore di quei giorni. C’è stata una speculazione ed un processo mediatico senza precedenti per la nostra comunità. Sì, perché del derby-farsa Salernitana-Nocerina si è occupata non solo la stampa locale e quella nazionale di minor spessore. SKY, Mediaset, addirittura fuori dai confini nazionali: si pensi al ‘Guardian’, al ‘Telegraph’. Tutti a parlare, tutti a riempirsi la bocca di ciò che era successo, avidi di divulgare la propria verità dei fatti, inoppugnabile ed incontestabile: i tifosi hanno minacciato la squadra, i calciatori sono soltanto dei ragazzini indifesi di fronte alla ‘minaccia ultras’.

La verità è una ed una sola: ciò che è successo allo Stadio Arechi è una brutta pagina di sport. Una pagina di vergogna, della quale nessuno di noi andrebbe fiero. Un episodio condannabile, che però ha un suo perché. E la ragione non bisogna cercarla nel popolino rossonero della Nocerina, né nei dirigenti della società , colpevoli anche loro per svariate ragioni calcistiche e non. La ragione bisogna cercarla lassù, nei poteri forti del sistema calcio. Perché nessuno si è accollato la responsabilità di organizzare al meglio l’evento per tutti i tifosi? Perché si è dato il ‘via libera’ soltanto ai tifosi della Salernitana? Perché ci è stato negato un derby atteso da decenni? Perché lo sport deve essere ‘a porte chiuse’?

Punti interrogativi che continueranno a non avere risposta. Anche perché la risposta nessuno ce l’ha data, si è pensato soltanto a fare la caccia alle streghe. E allora giù con i giudizi, da Prandelli a Malagò, dai vari allenatori interpellati a dirigenti e semplici tifosi.

Ma attenzione: dobbiamo analizzare la situazione a fondo. È impossibile non descrivere come vergognoso il comportamento dei calciatori della Nocerina. Solidarietà verso i tifosi, va bene, chiudiamo gli occhi e tappiamoci le orecchie di fronte alle insistenti voci che parlano di minacce. Ma, al di là di questo, scendere in campo e fingere palesemente di farsi male è inammissibile. Sono stati traditi i valori olimpici. È stato tradito lo sport. I modi per protestare erano mille altri: si poteva rimanere a Nocera, si poteva protestare in maniera ‘ufficiale’ con la Lega e con chi di dovere. Si poteva agire come pochi giorni fa i calciatori del Racing de Santander: viste le mensilità arretrate, si sono riuniti a centrocampo nella scorsa gara di coppa nazionale e hanno abbandonato il terreno di gioco. La pagliacciata dell’Arechi non fa bene a nessuno. No, così davvero non si fa.

Ora è arrivato il colpo di mannaia: Nocerina esclusa dal campionato di Prima Divisione 2013/14, sconfitta in tutte le partite che rimangono da giocare per 0-3 a tavolino, e, soprattutto, automatica retrocessione in categoria inferiore. Resta da chiarire la dicitura ‘categoria inferiore’, potrebbe trattarsi, nella migliore delle ipotesi, della Serie D, palcoscenici ai quali i più fedeli aficionados sono abituati. Oppure si potrebbe sprofondare nel  basso dilettantismo, oppure ancora giocare in Eccellenza o Promozione.

Resta solo una cosa: la fede. La fede incrollabile, non nei propri beniamini, che comunque passano con l’inesorabile scorrere del tempo. La fede e l’amore per una maglia, per due colori, il rosso e il nero, e per questo meraviglioso gioco che è il calcio. Un giorno ritorneremo. Perché quando due città si uniscono intorno ad una passione, nulla può fermarle. Uno striscione recitava ‘Siamo Molossi. Insieme possiamo tutto’. Io dico che ‘Quando la ferita brucia, la tua pelle si farà, sopra il giorno di dolore che uno ha’. Buon anniversario, molossi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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