Pubblicato il: 24 Novembre 2008

In giro per osterie e trattorie con “Il Mangiarozzo 2009”

Più che una questione d’etichetta, è una questione di forchetta: è la griffe del Il Mangiarozzo che illustra il paradigma di questa guida alle trattorie e osterie d’Italia che in quattro anni è diventata un bestseller e un punto di riferimento per tutti i gourmet. Ispirato alla gastrosofia di Brillat Savarin («L’uomo mangia, ma solo l’uomo di intelletto sa mangiare»), il Mangia Rozzo si pone tre obiettivi: fare cultura del cibo, riannodare i fili della tradizione gastronomica italiana dando protagonismo ai cuochi e alle cuoche snobbati dalle guide paludate ed esaltando il legame tra sapori e agricoltura, offrire ai lettori un panorama di indirizzi dove gustare l’autentica cucina di territorio spendendo il giusto. Non ci sono classifiche perché i locali segnalati sono tutti buoni, ma quanto siano buoni spetta al cliente-lettore decretarlo. Il Mangiarozzo è divenuto così anche una sorta di community: l’autore infatti si avvale delle segnalazioni e delle recensioni dei moltissimi appassionati di cucina che contribuiscono a creare il libro. Sono oltre 1500 indirizzi, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, che offrono un panorama completo della cucina tradizionale e territoriale italiana, raccontati con la penna del cronista, il rigore della critica, ma anche l’affetto dei sentimenti. Le recensioni sono un ritratto per sapori, immagini e persone delle regioni d’Italia. Tre sono i parametri che stanno alla base delle scelte del Mangia Rozzo: cucina di tradizione, gestione familiare, conto leggero (quasi sempre al di sotto dei 30 euro). Un’antiguida che dunque ha una doppia lettura e una duplice funzione: è un viaggio in Italia attraverso i sapori e un baedeker della buona cucina, è una guida da tenere in auto per vagabondare tra i fornelli, ma anche un contributo alla cultura gastronomica. Insomma un libro di gusto per trovare il pasto giusto nel posto giusto. Ovviamente: spendendo il giusto.

Carlo Cambi, toscano di nascita, di cultura e di formazione, è considerato uno dei più autorevoli cronisti dell’enogastronomia e uno dei maggiori esperti di turismo in Italia. Ha esordito giovanissimo nel giornalismo a «Il Tirreno », è passato poi a «la Repubblica» dove ha percorso tutto il cursus honorum giornalistico dividendosi tra cronaca ed economia fino a fondare, e dirigere per otto anni, «I Viaggi di Repubblica»: primo e unico settimanale di turismo in Italia. Ha scritto per «Epoca», «Panorama», «l’Espresso», «Affari e Finanza» e «il Venerdì di Repubblica». Nel 2008 ha fondato la rivista «Wine Passion», di cui ha assunto la direzione. Vive a Macerata dove insegna all’Università Teorie del Turismo e Politica Turistica. Ha tenuto docenze nei master di turismo della Sda Bocconi, della Sapienza di Roma, dell’Università di Siena. È sommelier ad honorem dell’Ais, membro del comitato scientifico della Fondazione Qualivita per i marchi europei e la qualità nell’agroalimentare, presidente della Strada del Vino Terre di Arezzo e delle Strade dei Sapori della Valtiberina e del Casentino. Autore di numerosi saggi di argomento turistico, enogastronomico ed economico, con la Newton Compton pubblica Il Gambero Rozzo, Le ricette e i vini del Gambero Rozzo e Gli agriturismi e le locande del Gambero Rozzo.

Rilegato
800 pagine circa
€ 20,00
Newton & Compton editori

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