Pubblicato il: 20 Settembre 2019

Gli effetti del Decreto Dignità sul mercato del gioco online

Gli effetti legati al divieto di pubblicità per quanto riguarda il gioco online in Italia, contenuto nel Decreto Dignità, posto in essere già nella seconda parte del 2018, ma che fino allo scorso mese di giugno 2019, aveva beneficiato di una proroga che ha rimandato di un anno esatto tale norma e quindi il divieto.

Un divieto che è bene ricordare, è stato man mano modificato, visto che nelle intenzioni iniziali, doveva essere totale, includendo anche l’informazione e la comunicazione legata al circuito del web e quindi per mezzo di internet. Successivamente si è parlato invece di un divieto che riguardava solo opinion leader e i cosiddetti influencer, mentre l’informazione, legata a quei siti come Press Giochi e soprattutto Agimeg potevano continuare a operare e a svolgere il loro ruolo di intermediazione, tra i giocatori e le società dedicate al gioco online, dai casinò digitali alle poker room, fino al circuito dei live casinò. Tornando però alla notizia che riguarda invece la sospensione delle assicurazioni per quanto riguarda il mercato italiano, la motivazione è legata all’elevato rischio cui oggi è esposta l’impresa per tali prodotti e durerà sino al termine della revisione dei prodotti stessi. Analizziamo questa notizia, dato che è una delle prime news che hanno effetto per via del divieto del Decreto Dignità in materia dei giochi, facendo il paio con le dichiarazioni di Marco Bellezza, che attraverso il Decreto delega, tratterà il divieto di spot sul gioco d’azzardo. Secondo questa notizia infatti il Governo Conte, si sta preparando a compiere una vera e propria stretta sugli spot a tema gioco d’azzardo.

Il circuito del gioco: un settore da 18 miliardi di euro

Un circuito che in termini economici vale circa 18,9 miliardi di euro all’anno, e che continua a crescere sia sul territorio nazionale, sia per i maggiori mercati europei come Francia, Spagna e Portogallo. In particolare bisogna notare come i siti di casino online siano cresciuti durante il 2018 e per il primo semestre del 2019, specialmente per quanto riguarda le quote di mercato dei principali siti legali che operano in Italia per conto dell’ente AAMS.Tuttavia è emerso come attraverso le tv locali, siano tornati alcuni spot legati appunto al tema del gioco online e dei casinò virtuali.

Le dichiarazioni di Marco Bellezza sul tema del gioco d’azzardo

Sempre il consigliere Marco Bellezza ha affermato che entro il 2020 verranno applicate due direttive della UE, con criteri molto dettagliati ed esplicativi, che verranno pubblicati verso la fine dell’anno in corso. Torna di attualità il divieto di spot che incoraggiano il consumo dei giochi d’azzardo. Una questione che sembrava appunto risolta, con l’entrata in vigore del Decreto Dignità, ma che di fatto, tra ripensamenti, proroghe e deroghe non ha trovato una voce univoca e una conferma di quanto contenuto nella legge che è entrata in vigore lo scorso agosto 2018. Pur non avendo specificato espressamente le linee guida dell’Agcom, pubblicate lo scorso aprile 2019, il consigliere giuridico Marco Bellezza, pare abbia nel mirino proprio questo tipo di aspetto che regola la materia del gioco. Un argomento estremamente complesso e intricato, che nel giro dei prossimi mesi potrebbe trovare una risoluzione, anche se nell’ambiente delle società che si occupano di gambling online, permane un certo scetticismo, visto l’ostracismo esercitato dal Governo Conte, che di fatto ha avuto una presa di posizione netta sui casinò online legali, ponendo le società di gioco lecito, sullo stesso piano e sul livello di chi esercita questo tipo di attività senza permessi e in maniera non trasparente e nemmeno legale secondo le normative vigenti in Europa.

Decreto dignità: una normativa da interpretare

Si tratta in effetti di una normativa che va interpretata a dovere e applicata, almeno secondo la fonte di Agcom, che è un organismo indipendente, ha affermato Angelo Marcello Cardani, dotato di propria autonomia decisionale, e non può essere considerato un ufficio di diretta collaborazione di un ministro, replicando al vice-premier Luigi Di Maio, il quale sostiene che il lavoro svolto finora dall’ente non è sufficiente, in quanto all’Agcom, non sta a cuore la vita dei ragazzi e delle loro famiglie. Una questione che continua a scatenare il dibattito, tra chi è a favore e chi si dice piuttosto scettico, in merito ai provvedimenti di un Decreto, che di fatto ha messo dei limiti a un tipo di gioco legale e consentito dalle leggi vigenti attualmente in Italia.

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