Pubblicato il: 22 Novembre 2016

Una rivoluzione culturale contro il femminicidio

A volte per capire le parole, bisogna cercare la definizione giusta. Una delle più appropriate per femminicidio recita: “Dietro alla catena ininterrotta di donne uccise in quanto donne, c’è un grande movente: l’atteggiamento culturale di chi considera una moglie, una fidanzata, una compagna come qualcosa da possedere e non come qualcuno con pari diritti e dignità”
Ed è proprio attraverso una rivoluzione culturale che si può estirpare la piaga del femminicidio e, per fortuna, c’è chi è disposto a metterci faccia e tempo per sensibilizzare, ricordare, far capire.

In occasione della Giornata Internazione per l’eliminazione della violenza contro la donnaIlaria Lailly Daolio, poetessa, autrice di libri e di un profondo cortometraggio, sarà protagonista di una serie di eventi dedicati a questo tema.

Il 26 Novembre sarà a Modena tra le relatrici del convegno: “I killer dell’anima:la manipolazione, la violenza psicologica e fisica: killer dell’anima” che vedrà la presenza di psicologi, giuristi, autorità e che ha raccolto un’importante eco mediatica.
Il 27 Novembre presenzierà alla proiezione del suo cortometraggio: “Quel fiume di parole”, un’occasione importante per cogliere la drammaticità di un problema sublimata nella forma di poesia di immagini in movimento.
E dato che non è mai troppo presto per informare, prevenire, invitare al dialogo, sono previsti incontri nelle scuole con i ragazzi e per i ragazzi. Ad accompagnarla ci sarà Giovanna Ferrari, mamma di Giulia Galiotto uccisa dal marito nel 2009.

Verrà anche presentato il libro A flower a poem (10 autori uniti contro il femminicidio): il ricavato andrà al Centro Veneti Progetto Donna

Soprattutto, un ciclo di appuntamenti importanti per chiudere un cerchio, per svelare il vero inganno della violenza e per tenere memoria di “quelle anime frantumate da un odio e da una violenza travestiti da amore”.

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