Pubblicato il: 4 Marzo 2014

Diego Galdino: intervista e un buon caffè letterario contemporaneo

Intervista a Diego Galdino

Intervista a Diego Galdino

Intervista esclusiva a Diego Galdino

Diego Galdino, nato a Roma nel 1971, è l’autore di “Il primo caffè del mattino”, edito dalla Sperling & Kupfer nel 2013, libro che, come il secondo ovvero “Mi arrivi come da un sogno” pubblicato recentemente, sta avendo un grande successo. Il primo è stato tradotto anche in spagnolo e tedesco, dove sono state vendute molte copie in poco tempo.
La sua storia è molto più che comune: finita la scuola, Diego Galdino si è subito dedicato al dovere, cominciando a lavorare nel bar di famiglia insieme a suo padre, arrivando poi alla scrittura. Oggi è orgogliosamente scrittore, papà e barista.
Di seguito l’intervista che ci ha rilasciato, per la quale lo ringraziamo con il suo mitico saluto “Namasté”.

Ti hanno definito il “Nicholas Sparks italiano”, ti ci ritrovi?
È una bellissima soddisfazione, un sogno che si è realizzato. Sono arrivato al successo perché si cercava un generale letterario romantico, proprio come il suo.

Il primo caffè del mattino è un romanzo in parte autobiografico?
Di certo non per le avvenenze somatiche del protagonista, ma mi ci identifico molto. Potrei essere io intorno ai trent’anni, forse anche prima, diciamo da quando ho cominciato a lavorare e portare avanti il bar di famiglia.

Quando e Come è nata l’idea?
La passione è scoppiata improvvisamente, fino ai ventinove anni non avevo mai scritto nulla. Un bel giorno lessi un romanzo d’amore ambientato in Cornovaglia e decisi di realizzare un viaggio proprio li per vedere se il posto era realmente come lo descriveva il libro. In un giorno andai e tornai: partii al tramonto e all’alba seguente ero già di ritorno. Così mi è nata la voglia di scrivere una storia, magari ambientata proprio in quel posto, ho cominciato a scrivere e non mi sono più fermato.

Perché proprio Roma ?
Ho scelto Roma perché sono innamorato di questa città e volevo far conoscere bene la mia città anche in terra straniera. Poi Roma si presta a molte storie ed ambientazioni.

Riguardo il richiamo notevole alla “pausa caffè”…
Ne “Il primo caffè del mattino” ho voluto creare una sorta di “dimmi che caffè bevi e ti dirò chi sei”, dove ad ogni protagonista è associato un particolare tipo di caffè, dal ristretto al marocchino. Questo, insieme alla città di Roma, rappresentano un importante marchio italiano all’estero.

Estero che ha accolto calorosamente proprio questo tuo romanzo…
Sono ammaliato dal successo che sta avendo in Spagna e Germania, dove sono state esaurite le prime edizioni in pochissimo tempo. In molti mi fanno i complimenti, io ancora non riesco a realizzare…

Nel libro si parla di una passeggiata romantica per le fontanelle, inusuale itinerario per innamorarsi…
Si, qualche tempo fa ho realizzato questo itinerario con un mio amico, mia ha affascinato e così ho voluto riproporlo nel libro. Sono fontanelle situate in alcune vie particolari, come ad esempio quella senza numeri civici.

Il film ambientato nella tua città proprio oggi ha vinto l’oscar, tu l hai visto? Una scena che ti ha colpito?
Il film è un meraviglioso biglietto da visita per la città. Mi ha colpito tantissimo la scena iniziale, con il gruppo di turisti presso la fontana del Gianicolo, dove si gode di una splendida vista sulla città. L’uomo che si stacca dal gruppo ha scritto negli occhi “dopo aver visto ciò, potrei anche morire”.

Che cosa può aspettarsi chi si trova il tuo libro tra le mani?
Non un giallo! Una storia d’amore, una favola. Di fatti io mi definisco un “favoliere per adulti”.

Due scrittori che ami: uno contemporaneo, uno del passato
Nicholas Sparks e Jane Austen. Di quest’ultima amo in particolare “Persuasione”, romanzo che, a mio avviso, è stato l’anticipatore dei romanzi moderni. Per quanto riguarda Sparks, credo che i suoi primi tre libri siano i migliori: Le pagine della Nostra vita, Le parole che non ti ho detto e I passi dell’amore.

Dove trova il tempo per leggere e/o scrivere un lavoratore e papà al tempo stesso?
Io lo chiamo il “momento twilight”, ovvero dalle 4:00 alle 5:30 del mattino. Praticamente scrivo e subito dopo mi travesto da barista e vado ad aprire il bar. Il mio contesto quotidiano non è affatto cambiato.

Si può dire che, con la crisi che imperversa, hai dato forma alle tue passioni, “creandoti” un lavoro nuovo, come quello di scrittore..
Si, è stata la mia fortuna. Diciamo che mi sono trovato nel posto giusto al momento giusto. Della mia passione sto cercando di farne un lavoro a tempo pieno, mettendoci molto entusiasmo.

Focalizziamoci sulla tecnica di scrittura, sui suoi punti forti e sull’importanza del libro.
Il libro deve essere un prodotto per tutti, nessuno escluso. Classificare le persone usando i libri è sbagliato. Ultimamente libri di successo come “Twilight” hanno avvicinato i teenagers alla lettura, cosa fondamentale.
Per ciò che riguarda la tecnica di scrittura, la mia è caratterizzata dalla dinamicità, che velocizza l’azione. Sembra di guardare un film, più che di leggere un romanzo.

Parlaci del tuo altro libro “Mi arrivi come da un sogno”.
È una storia ambientata in una classica cittadina siciliana, con spiagge bellissime, la cui protagonista è una ragazza che scrive per un quotidiano locale. Ha la possibilità di fare uno stage a Roma presso un importante testata giornalistica, dove inizia a collaborare con la prima penna della sezione cultura e spettacoli, Clark Kent, un americano trapiantato in Italia (che non ha nessuna parentela con il Clark di Superman). Potrà i due nascerà prima un’amicizia che ben presto si tramuterà in qualcosa di più profondo, ma il lieto fine della storia sarà messo a dura prova da un evento inaspettato…

Domanda a brucia pelo: credi nel destino?
Come potrei non crederci? Ha rivestito una componente fondamentale in tutto questo.

Il sito ufficiale di Diego Galdino è: www.diegogaldino.it

Intervista esclusiva a Diego Galdino

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