Pubblicato il: 24 Gennaio 2014

Dexter : i segreti del successo della serie con Michael C. Hall mattatore

dexter

Dexter

Altra serie tv, altri record: stiamo parlando di Dexter, produzione statunitense ideata da James Manos, Jr. e trasmessa a partire dal 2006. Otto stagioni, l’ultima conclusa nel 2013. L’intreccio narrativo ruota attorno al contradditorio protagonista Dexter Morgan, perito ematologo nella polizia di Miami, ma soprattutto serial killer che uccide le persone secondo un codice, il codice di Harry, insegnatogli dal suo padre adottivo. Questo codice prevede che siano uccisi solo i serial killer scappati alla giustizia. La televisione ci ha abituati da diversi anni a numerose produzioni che hanno come tema principale quello della criminalità, intesa come un qualcosa da combattere, da eliminare e da distruggere. Ma in questo caso con un originale cambio di prospettiva, la lente d’ingrandimento si posa sul protagonista:  il cattivo, il criminale che tutti cercano e che nessuno trova.

Grazie alla magistrale interpretazione di Michael C. Hall, Dexter è un personaggio emblematico, rappresentato al meglio nella sua complessità sul piano psicologico. Questo fa sì che lo spettatore provi per lui l’empatia che lui stesso non riesce a provare nella vita e in ogni relazione che vive. E’ caratterizzato da un gelo emotivo che gli impedisce di stringere legami, tranne che in superficie, così da convincersi che il suo bisogno irrefrenabile di uccidere sia indispensabile per il mondo, perché lo rende migliore. La lotta continua tra la luce e il buio, tra le sue giornate lavorative e la notte, momento in cui si trasforma e diventa effettivamente quello che è, cioè un serial killer dominato dal suo “passeggero oscuro”, rende Dexter una serie degna di essere guardata, perché riesce a far appassionare lo spettatore al cattivo, quello che solitamente è catturato e odiato. E’ un gioco psicologico perverso ma rivelatore che ci spinge a guardare nel lato oscuro di noi, nei sentimenti e negli impulsi che ci sforziamo di mantenere latenti stando attenti a non farli emergere.  Nell’ottica della serie, i cattivi diventano tutti coloro che cercano di ostacolarlo mentre Dexter è visto con occhi diversi, come se ci si convincesse, gradualmente, che le sue uccisioni abbiano un non so che di giusto. Che inquieta e ci inquieta.
La serie è un antidoto contro il buonismo dilagante di questi anni: un cattivo che fa il cattivo come protagonista e che riesce a sembrare meno falso degli eroi perbene. E forse ha ragione lui: dopotutto, perché sforzarsi di fare le persone per bene, quando possiamo decidere di essere i cattivi, se non altro per imitarlo?

Dexter : i segreti del successo della serie tratta dal libro Darkly Dreaming Dexter – La mano sinistra di Dio – di Jeff Lindsay (solo la prima stagione)

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