Pubblicato il: 14 Gennaio 2014

Crisi Inter : un punto e due passi indietro

Crisi Inter

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Crisi Inter : come se ne esce?

Se la Milano rossonera piange, quella nerazzurra ha pochi motivi per sorridere. Un 2014 iniziato male e una serie negativa di risultati che sta vanificando un avvio promettente di campionato. Ma qual è il problema o meglio quali sono i problemi? Tutti a dire che bisogna credere nel progetto, ma siamo sicuri che in casa Inter siano concordi nell’indicare in cosa consista il progetto? Il timore è che si assista ad una sorta di scaricabarile in cui ognuno ceda la propria quota di responsabilità ad altri, ma nel calcio le colpe si sommano, non si elidono. Tutti colpevoli, nessun colpevole è un motto che non è mai valso nel tribunale del pallone.

Crisi Inter : un dramma in tre atti
  • Organico non all’altezza: L’Inter ha pressochè lo stesso organico della passata stagione, non era lecito attendersi miracoli. Qualcuno aveva cercato un raffronto con la prima Juve di Conte, reduce da due stagioni chiuse in seconda fascia, ma il paragone non regge. Quella Juve aveva speso e comprato prime scelte: erano arrivati Andrea Pirlo e Arturo Vidal a cambiare il volto al centrocampo, un esterno affidabile come Lichtsteiner e Vucinic (dopo sono arrivati anche Pogba, Asamoah, Tevez e Llorente: non aggiungiamo altro). L’Inter ha preso qualche giovane interessante, soprattutto quando capirà che nelle pause da Twitter si può pensare alla causa nerazzurra, ma nessun elemento pronto per prendere subito le redini della squadra. Triste a dirsi, ma l’Inter tornerà a essere competitiva quando giocatori che ora sono titolari verranno considerate seconde o terze scelte perchè nel frattempo saranno arrivati interpreti di altra caratura;
  • Dirigenza che non spende e poco presente: Thohir è il primo caso di magnate nel calcio che arriva e parla di autofinanziamento. Senza fare investimenti importanti è difficile pensare in grande; rinforzandosi cedendo uno degli elementi di maggiore prospettiva come Guarin è operazione rischiosa. Come se non bastasse, si avverte una sensazione di incertezza: Thohir è proprietario ma sembra ancora di passaggio. Sta a lui far sentire il proprio carisma, sperando che venga percepito nell’ambiente;
  • Negatività e vittimismo: Dov’è finito l’entusiasmo di inizio stagione? Qualche pareggio di troppo e alcuni scivoloni inopinati hanno avvolto Appiano Gentile da una nuvola di negatività fantozziana. La squadra è ripiombata nel vittimismo di vecchia data. E’ strano non aver ancora ricevuto rigori, ma prendersela con gli arbitri è un alibi che ha l’effetto di un boomerang. Soprattutto con le piccole l’Inter deve vincere per inerzia e non limitarsi a giustificare un pari per un fischio mancato o per un fischio di troppo come quello che ha invalidato la seconda rete di Nagatomo col Chievo.

Crisi Inter? Che fare ora? Un pò di chiarezza, innanzi tutto. Mazzarri lo aveva detto nella conferenza stampa di presentazione: datemi un obiettivo proporzionale al valore della squadra e lo raggiungerò. Per farlo, però, bisogna rendere trasparenti le strategie, sbarazzarsi di coloro che non servono alla causa e insistere sui giovani che hanno prospettiva, difendendoli anche dai primi fischi. Piccoli passi, ma in avanti. Senza voltarsi indietro e senza dare la colpa all’esterno.

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