Pubblicato il: 14 Gennaio 2014

Cibo al lavoro, cibo e lavoro

Cibo al lavoro , cibo & lavoro

Cibo al lavoro , cibo & lavoro

Cibo al lavoro, cibo e lavoro

Panettieri, pizzaioli, ristoratori e camerieri. E ancora baristi, pasticceri e gelatai. Venditori di frittelle, caramelle e dolciumi. Cos’hanno in comune queste figure? Lavorano a diretto contatto con il cibo. Ogni giorno. Tutti noi abbiamo in mente il cibo quando scegliamo cosa acquistare al supermercato, cosa ordinare al menù, cosa cucinare e infine come mangiare. Loro no. Ci pensano quando scelgono gli ingredienti, quando cucinano, servono, impacchettano, vendono. Lo sentono. Lo guardano passare sotto gli occhi a tutte le ore. E ogni tanto ne gustano qualche pezzetto. Il rapporto che ognuno di noi vive con il cibo è affascinante e complesso. Un mix di sensazioni e di emozioni, di regole e di trasgressioni. E quando diventa protagonista vero anche nel mondo del lavoro occorre qualche strategia in più per riuscire a mangiare nel modo più sano e capace di soddisfare le esigenze del proprio corpo. Come si fa a mangiare in modo vario, ad assumere regolarmente la frutta e la verdura e a limitare il consumo di tutti gli squisiti alimenti che passano sotto gli occhi ogni giorno? Che donano all’ambiente una piacevole fragranza? Così sfiziosi da stimolare l’appetito anche quando non ne avremo bisogno? In decenni di lavoro a contatto con il cibo c’è chi mantiene una figura snella e asciutta. E pare in forma. E chi d’altra parte in pochi mesi o qualche anno si trasforma. Si appesantisce. Un breve periodo trascorso dentro un bar o una pasticceria sono sufficienti per diventare piacevoli simpatizzanti di patatine, aperitivi, bibite in genere, stuzzichini e pastine. Chi sceglie o trova lavoro all’interno di questi ambienti è destinato a ingrassare? E chi desidera rimanere in forma deve proprio evitare questi lavori? Destino già scritto? Constatare che ci sono persone che mantengono una buona forma fisica anche se offrono cibo ogni giorno della loro vita da anni, magari lavorando dietro i fornelli o dietro il banco di un bar o di un ristorante, ci fa capire che prestare servizio in questi ambienti può essere compatibile anche col desiderio di chi vuole mantenersi in forma. Cosa fanno nello specifico quelli che ci riescono? Dove sta la differenza? Qualsiasi sia l’ambiente di lavoro, per molti è possibile continuare a mangiare le dosi sufficienti a soddisfare il proprio fabbisogno nutrizionale. La concezione di base è che il cibo, in quello specifico contesto, è uno strumento di lavoro. Un mezzo da utilizzare per offrire un servizio. Il cibo rappresenta la cassetta degli attrezzi. L’elettricista possiede fili, trapani, cacciaviti, forbici, tester analogico,  pinza…. La parrucchiera usa spazzole, phone, mollettoni, pinze, bigodini, forbici, rasoio, … Chi lavora nei bar, nei ristoranti e nei negozi di alimentari usa il cibo. Esso è parte del servizio e ne diventa protagonista. Ma all’interno della sfera del lavoro. Che non è quella dei momenti in cui si mangia. Quando si è disponibili a concentrarsi sulle sensazioni che regala il cibo. Chi mantiene una buona forma fisica nonostante i continui stimoli che ogni giorno stuzzicano l’appetito ci riesce anche perché quando decide di mangiare gli alimenti più sfiziosi e ricchi lo fa godendo a pieno della situazione. Difficilmente pilucca cibo al banco o condivide con i clienti parte del pasto o degli spuntini. Non si lascia condizionare dai tempi, dalle richieste, dalle persone e dal contesto lavorativo per mangiare.  Sceglie i momenti più opportuni e crea le situazioni ideali per godere del buon cibo rendendo il pasto un momento speciale, dove può lasciarsi stuzzicare dal piacere dei sensi.

Cinzia Dalla Gassa

Cinzia Dalla Gassa

Dottoressa Cinzia Dalla Gassa, dietista ed esperta di scienza della  nutrizione. Pubblicherà per Galassia Arte il libro “Dimagrire con la mente”. Sito: www.cinziadallagassa.com

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