Pubblicato il: 3 Febbraio 2014

Brizzi e Ozpeteck : quando il regista diventa scrittore…

Se fino a pochi anni fa eravamo soliti immaginare i registi intenti solo a badare a macchine da presa e copioni, da oggi abituiamoci a vederli anche come scrittori: due importanti registi del panorama cinematografico italiano, come Fausto Brizzi e Ferzan Ozpetek, hanno infatti da poco esordito nel mondo della scrittura con due romanzi di grande successo.

 

Brizzi , Cento giorni di felicità

Brizzi , Cento giorni di felicità

Fausto Brizzi, romano, classe 1968, è noto al grande pubblico grazie a pellicole che hanno riscosso un enorme successo, come Notte prima degli esami, Notte prima degli esami – Oggi, Maschi contro femmine e Femmine contro maschi solo per citarne alcune. Nei suoi film pone molta attenzione alle differenze  tra uomini e donne: mentre i primi sono attaccati in modo viscerale alle proprie amicizie “goliardiche”  e si sostengono a vicenda (anche nel nascondere bugie e sotterfugi alle loro compagne), le donne sono sincere e schiette in modo crudele e non hanno lo spirito di gruppo degli uomini.

 

Il suo primo romanzo, Cento giorni di felicità, racconta la storia di Lucio, un uomo di mezza età che scopre all’improvviso di essere affetto da un cancro che gli lascia solo pochi mesi di vita… Come deciderà di trascorrere questi ultimi 100 giorni? Il tema affrontato, cioè la malattia, non è propriamente comico come quelli che ritroviamo spesso nei suoi film, anche se viene affrontato con estrema leggerezza e sensibilità. Il romanzo è un invito a cambiare rotta, a fare quello che davvero ci piace e ci rende realizzati. Poiché è di sentimenti che si parla, le donne sicuramente lo apprezzaranno; speriamo che riescano anche gli uomini a lasciarsi andare!

 

L’altro esordio letterario è di Ferzan Ozpetek, turco ma romano d’adozione, grande esponente del cinema “queer” in Italia. Vincitore di numerosi premi grazie a film come Le fate ignoranti, Saturno contro e Mine vaganti, si cimenta ora nella scrittura con il suo Rosso Istanbul, romanzo dedicato a sua madre, in cui riflette sul loro rapporto e su quello con suo padre che li ha abbandonati. Sullo sfondo del racconto c’è la bellissima Istanbul, città in cui è nata la sua passione per il cinema e che la lasciato troppo presto.

 

Seppur molto diversi, sia nei temi che nel modo in cui li affrontano, entrambi i registi sono amati dagli italiani e dalla critica: chi vincerà la sfida letteraria?

Siamo sicuri che questa nuova generazione di registi – scrittori saprà colpirci anche con le parole, e non solo con le scene che hanno fatto grandi i propri film.

Brizzi e Ozpetek , esordio letterario

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