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Tangenziale Sud Ovest: il trionfo dell'inutilità
Pubblicato in: Viaggi
di Roberto D'Ingiullo - 6 Ottobre 2011

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Di fronte ad un scempio di grandi dimensioni, in un Paese civile ci si indigna e si dice basta. In Italia si pensa che si sia alzata l’asticella di ciò che è ammissibile e tutte le sconcezze di portata appena inferiore divengono automaticamente legittime. Mentre continua la lotta di chi tenacemente combatte contro la costruzione della Tav, si riaffaccia con rinnovato vigore un progetto per la realizzazione della tangenziale Sud Ovest: un’ infrastruttura che è sempre mancata e di cui nessuno ha mai sentito la necessità. L’idea non è nuova: il primo prospetto è stato presentato nel piano regolatore del 1974 con l’obiettivo di creare una strada perimetrale alla città di Asti. A distanza di 37 anni, giunta dopo giunta, i fautori della tangenziale Sud Ovest hanno più volte riformulato i reali target di questa fantomatica opera. Ora la conclusione a cui sono giunti è che sia indispensabile anche se nessuno sa a cosa realmente serva.

Non sono stati fatti studi di viabilità accurati sui reali flussi di traffico ma chi conosce il territorio sa che i collegamenti offerti dalle autostrade A6, A21 e A33 in aggiunta ad arterie come la strada del Roero assicurano possibilità più che valide sia in direzione nord sia in direzione sud. Si è millantato di un possibile vantaggio nell’agevolazione delle comunicazioni con l’ospedale Cardinal Massaia, ma in realtà basterebbe potenziare l’A21 con un passaggio ad hoc per risolvere il problema alla radice. Verrebbe poi da chiedersi che senso abbia investire per un collegamento stradale il doppio della cifra che è stata sborsata per la costruzione dell’ospedale stesso che, dulcis in fundo, è sprovvisto di pista per l’elisoccorso: una priorità senz’altro più urgente  se la finalità fosse davvero quella di velocizzare l’assistenza nei casi più gravi.

E qui veniamo ad un altro elemento chiave: secondo alcune stime, la spesa complessiva supererebbe i 300 milioni di euro per un tratto di pochi chilometri. Come spesso accade, per rimediare ad una sciocchezza, se ne dicono altre: ecco che qualcuno per ridurre l’investimento, ha proposto di costruire la prima tangenziale ad una sola corsia con evidenti disagi dovuti a code e a rischi per la sicurezza (sparirebbe anche la corsia d’emergenza). Basterebbe e avanzerebbe questo per mettere una pietra tombale alla discussione, ma non si può dimenticare un altro elemento tanto importante da essere uno dei principi costituzionali.

L’articolo 9, infatti, tutela il paesaggio diffidando da ogni opera di deturpamento: è difficile pensare che colline, vallate e aree viticole che sono state anche mete turistiche e fonte d’ispirazione per scrittori possano essere valorizzate dalla costruzione di viadotti,dall’innalzamento di tralicci e dal colare del cemento.

C’è poi un precedente sempre in zona che troppo frettolosamente è stato dimenticato. Basta recarsi sulla valle del Tanaro per trovare un improbabile serie di piloni che sorreggono la linea ferroviaria che collega Costigliole a Castagnole: 100 miliardi di vecchie lire per portare quotidianamente una decina di aficionados. Purtroppo, non sempre la storia insegna: soprattutto a chi è troppo interessato al proprio rendiconto per aver voglia di imparare.

 


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