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Elena, nome che riporta a bellezza e distruzione, moglie di Menelao e amante del bel Paride, è nell'interpretazione dell'attrice milanese, vecchia e brutta, sfigurata, irriconoscibile, dal volto che porta i segni del tempo che non perdona. Elena è brutta, stanca e affranta sul suo letto di morte.
Si tratta della rappresentazione di una figura insolita, diversa da quella presentata dal mito, e lontana mille anni dallo stereotipo di donna che non ha parola nei testi classici, egoista e superficiale, ma comunque bellissima il cui corpo è stato un “campo di battaglia”, la cui contesa per averne il possesso fu causa della lunga guerra di Troia, descritta da Omero nell'Iliade, e nella quale morirono molti personaggi del mito.
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Una donna quindi forte e ormai senza scelta, che intreccia passato e presente, confondendoli e confondendosi.
Il monologo di Elena è contenuto in Quarta dimensione, una raccolta di 17 monologhi, scritti da Ritsos quando era esiliato sull'isola di Samos, in Grecia, durante il regime dei Colonnelli. Il titolo Quarta dimensione, sintetizza il senso del tempo, visto che i personaggi, tutti personaggi importanti del mito della Grecia classica, vengono collocati nel presente e analizzano il loro passato, facendo un po' una sorta di bilancio e soprattutto diventando soggetti, e unici protagonisti della loro vita.
Elena fa parte del progetto portato avanti in questi anni dalla brava attrice milanese: Le eroine del mito, nel quale Vergani ha cercato di essenzializzare il tormento di personaggi femminili e inquieti che fanno parte del bagaglio culturale mondiale e che comunque rappresentano archetipi e modelli su cui riflettere per imparare e per crescere.
Informazioni: www.teatrodelburatto.it
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