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L'autrice in un disegno di Luigi Piccatto
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Così comincia l'ultimo romanzo di Paola Barbato, quel Mani Nude edito da Rizzoli che appena preso in mano non riesci a mollare fino alla fine. La spirale di violenza, l'abisso di corruzione si sviluppa costante e metodico, privo di incertezze esistenziali: ci si immerge nel libro, scoprendo di non essere degli uomini migliori del peggio, neppure stupendoci di quello che man mano arriviamo ad accettare serenamente, allo stesso modo dello sventurato Davide Bergamaschi, protagonista della vicenda.
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Autoritratto di Paola Barbato
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Peccato che Davide resti sempre Batiza, ovvero il bebè. Non si può essere assassini ed avere dei sentimenti. O al contrario, forse non si può restare umani senza aggrapparsi ad uno straccio di legame affettivo, per quanto sia il più perverso tra quelli possibili. Come i cani leccano la mano di chi li bastona, Batiza non può fare a meno di amare quel Minuto che l'ha creato, che dimostra di amare il ragazzo quanto più si dimostra meraviglioso nella sua spietatezza. Ma l'amore è la più grande delle debolezze.
Sarà anche, eppure è in forza dell'ostinazione del sentimento che questo libro si fa leggere, nonostante ci siano tanti buoni motivi per tenersi nascosto il lato più indicibile della natura umana.
Autore: Paola Barbato
Titolo: Mani Nude
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: Aprile 2008
Pagine: 430
Prezzo: 19 euro