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Lo sbaglio di Flavia Piccinni, il libro della maturità
Pubblicato in: Cultura
di Roberto D'Ingiullo - 29 Settembre 2011

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Per Francois de la Rochefoucauld, la gioventù è un’ebrezza continua: è la febbre della ragione. Per alcuni scrivere è l’esercizio prediletto per raccontare il proprio mondo e quello che si osserva con sguardo sempre curioso, a volte disincantato. Per i più bravi c’è la possibilità di racchiudere nelle pagine di un libro storie che aprono parentesi tonde, quadre, persino graffe nella testa di chi le legge regalando momenti di riflessione e spunti per nuove discussioni. Flavia Piccinni è qualcosa di più di una scrittrice emergente: vincitrice del Premio Campiello Giovani ha dosato il proprio estro per tornare in libreria con un’opera che ne sancisce la maturità fondendo la creatività narrativa ad una lucida rappresentazione della realtà del nostro tempo

E' in fase di lancio il tuo ultimo lavoro "Lo sbaglio": raccontaci come è nata l'idea del romanzo e quanto c'è di autobiografico in queste pagine?

Ho esordito quattro anni fa, e poi ho deciso di prendermi una lunga pausa per leggere, pensare e riflettere bene per capire quello che volevo raccontare, quello che per me era davvero importante. Non volevo pubblicare subito un altro libro solo “per essere” in libreria, ma volevo raccontare una storia che per me avesse un significato profondo, che andasse oltre una semplice sequela di eventi e i cui personaggi avessero un’anima. Non so se ci sono riuscita, ma sicuramente ci ho messo tutta me stessa. La storia di Caterina e della sua famiglia, ambientata in una Lucca provinciale e innevata, è nata da sola, in modo naturale, ma non per questo semplice. Di completamente autobiografico c’è molto poco, ma i dettagli spesso sono molto personali. Come i riferimenti a Taranto, la città dove sono nata, e cui sono legati tutti i ricordi di infanzia della protagonista.

Nel romanzo gli scacchi appaiono quasi come un'allegoria della vita: ogni mossa va studiata perché ha inevitabili conseguenze. Per vincere nel gioco delle 64 caselle bisogna unire creatività e logica razionale, in quale di questi ambiti ti ritrovi più volentieri?

Per quanto abbia giocato a scacchi a livello agonistico per molti anni, sono una persona estremamente impulsiva. E forse anche Caterina è così: è stata abituata a rispondere alle mosse della vita in modo spesso automatico, guidata da sua madre e dalla sua famiglia, ma quando qualcosa arriva a sconvolgere il suo mondo si affida all’istinto. Soltanto all’istinto. Proprio come me.

Credi che "Lo Sbaglio" sia l'ideale prosecuzione di "Adesso tienimi", una sorta di maturazione narrativa oppure li consideri appartenenti a due mondi estranei?

Entrambi i romanzi hanno una protagonista femminile che si trova a fare i conti con le conseguenze delle sue scelte. Ma Caterina è molto diversa dalla protagonista di Adesso Tienimi, Martina. Caterina è una giovane donna, una giocatrice di scacchi, che per la prima volta nella sua vita si trova davanti una variabile imprevista ed è costretta a scegliere. A smettere di avere paura di sbagliare.

Sei giovanissima eppure vanti un curriculum già ricco di riconoscimenti prestigiosi e di collaborazioni importanti: credi che scrittori si nasca o si diventi col tempo?

Credo che oltre il talento, sia fondamentale la determinazione e lo spirito di sacrificio, ma soprattutto è fondamentale leggere tantissimo, scrivere (e cestinare), ed essere sempre molto autocritici con se stessi, e affatto invidiosi nei confronti degli altri.

E' difficile credere di poter vivere di libri in un momento in cui la cultura viene considerato un inutile fardello improduttivo?

Certamente. Credo non sia neppure immaginabile per un giovane scrittore pensare, un giorno, di vivere dei propri libri. Almeno, per me non lo è. Ed è un peccato che in un mondo in cui la creatività assume sempre più rilievo e importanza, nel nostro paese sia considerata sempre più come una semplice passione da fine settimana, qualcosa da fare fra un lavoro precario e una cena in famiglia.

 


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