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150 anni di Moda in scena alla Reggia di Venaria
Pubblicato in: Cultura
di Eugenio Paolo Ferraro - 18 Settembre 2011

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In un quadro tipicamente suggestivo e raffinato come meglio non avrebbe potuto essere, la Reggia di Venaria e l’evento 150 ANNI DI MODA IN ITALIA si fondono in una cornice straordinaria, inedita e irripetibile relegando la citta’ di Torino agli antichi splendori  e come moderna leadership nel campo della storia della moda in Italia in occasione delle celebrazioni del 150 anniversario dell’Unita’ d’Italia. L’idea di realizzazione e’ nata da un incontro fra Alberto Vanelli,  Direttore della Venaria Reale e  Dino Trappetti, Presidente dell’allora nascente Fondazione Tirelli Trappetti : “Vanelli espresse il desiderio di realizzare un evento con la Tirelli-Costumi per celebrare Italia 150 e insieme concordammo un titolo, 150 ANNI DI MODA IN ITALIA data l’immensa quantita’ di abiti autentici  della collezione Tirelli ora passata alla  fondazione Tirelli-Trappetti.  Tirelli fu un grande ricercatore e archeologo della moda (oltre ad essere quel sarto geniale che tutti conoscono) e la prima cosa che mi venne in mente fu l’abito del 1867 circa appartenuto alla Contessa di Castigliane (che Tirelli  acquisto’ ad un’asta a Parigi. Vanelli esulto’: era la partenza per la mostra.  Chiesi a Gabrialla Pascucci di esserne la curatrice e lei accetto’ con entusiasmo,  poi di comune accordo pensammo che  per la moda dal 1970 in poi servisse  una persona di grande conoscenza ed esperienza ed allora chiesi a Franca Sozzani  (Direttrice Vogue Italia) che accetto’ con grande entusiasmo di ricoprire l’incarico di curatrice dal 1970 al 2010. Per completare l’opera si chiesero dei prestiti al collezionista costumista Massimo Cantini Parrini e alcuni pezzi all’Istituto Passoni di Torino”. Sicuramente le premesse furono ottime e permisero di gettare le basi per farsi’ che l’evento diventasse realta’, anche approfittando  della concomitanza dell’anniversario di nascita del nostro Paese:  si presenta  cosi’  l’evento espositivo che dal 17 settembre all’8 gennaio 2012 si terra’  nella nuova  â€śsala delle arti”  della rinata Reggia di Venaria, statistiche alla mano quinto sito culturale piu’ visitato d’Italia dal 2007, data della sua inaugurazione, ad oggi. Mai come in questa occasione, l’imponente raffinatezza  e l’eleganza della Reggia  sposano perfettamente la moda,  intesa come vettore in grado di fornire  una chiave di lettura con punti di vista privilegiati  per osservare la nostra realta’ nazionale:  e’ infatti convettore di abitudini, attese, contrasti, ricerche,  ma anche riflesso diretto di vicende storiche, sociali, politiche, culturali e di costume del nostro Paese. Calandoci adesso nella sua realta’,  la mostra si diparte come un lungo e affascinante percorso tra storia e immaginario, tra cinema romanzo e attualita’ presentando abiti autentici appartenuti a personaggi storici  che con il loro stile hanno segnato il gusto di un’epoca (come Gabriele d’Annunzio, la Regina d’Italia Elena, Eleonora Duse e Lina Cavalieri) ma anche celebri abiti di scena come le splendide creazioni di Pietro Tosi per il genio di Luchino Visconti  con il bianco abito da ballo di Angelica ne il GATTOPARDO,  interpretata magistralmente da Claudia Cardinale;  quello della tragica Livia Serpieri  di SENSO  cui diede volto Alida Valli,  e le vesti di Silvana Mangano per MORTE A VENEZIA;  il celebre e discusso pretino pensato dalle sorelle Fontana per Ava Gardner e poi reinterpretato da Piero Gherardi  per Anita Ekberg  de LA DOLCE VITA, le scarpe realizzate da Ferragamo per Marilyn Monroe.  I quasi 200 abiti esposti raccontano la storia della moda in Italia dal 1861 a oggi anche se solo dal secondo dopoguerra si puo’ parlare di “moda italiana” vera e propria, capace di coniugare antica  tradizione artigianale e moderna industria.   Prima di allora, durante il Regno d’Italia,  pur non mancando tentativi di affermazione di una moda nazionale, restava la Parigi del secondo impero di Napoleone III e di Eugenia, il punto di riferimento ed il modello imprescindibile.  Non a caso, in quel periodo,  il piu’ importante centro della moda in italia fu proprio Torino, da sempre porta naturale verso la Francia.  Nel ventennio fascista la volonta’ di emanciparsi e smarcarsi dall’influenza transalpina fu notevole, ma con risultati contraddittori, tra nazionalismo propugnato e cosmopolitismo  insito nell’essenza stessa della moda:  fu dunque con la Repubblica che nasce la vera moda italiana. Determinanti in questo senso furono le sfilate organizzate a Firenze  dal marchese Giorgini a partire dal 1951 dalle quali sarebbe poi scaturita un’autentica epopea di crescita e successo che continuera’ successivamente a  Roma in sinergia con il mondo del cinema degli anni sessanta e poi a Milano, sede creativa del “made in italy” e indiscussa capitale della moda a partire dagli anni  settanta in poi.    Per questi motivi il percorso espositivo descrive un secolo e mezzo di storia della moda secondo due macrosezioni che si sviluppano su due piani, inaugurando per l’occasione i nuovi spazi espositivi delle sale delle arti della Reggia, corrispondenti a due momenti diversi  delle vicende della moda in Italia.   I SEZIONE   riguardante il periodo compreso dalla nascita dello stato unitario a quella della moda italiana ed e’ messa in scena da Gabriella Pascucci, costumista cinematografica e premio oscar: la sezione si apre con un abito da sera si pensa appartenuto alla Contessa di Castigliane per approdare agli abiti di Pucci e delle sorelle Fontana, in quella che fu la gloriosa stagione della  haute couture degli anni sessanta  e da dove si puo’ ammirare tutto l’evolversi del gusto e dello stile, soprattutto femminile, con continui cambiamenti e ripensamenti.  Una variazione perenne pur con linee di continuita’, che conduce nel tempo alla comparsa di veri e propri atelier nazionali in luogo delle vecchie sartorie locali.   II SEZIONE   interessa il periodo dagli anni settanta del novecento ai giorni nostri ed e’ frutto delle scelte e del gusto di Franca Sozzani , direttrice di Vogue Italia e,  come gia’ evidenziato,  co-curatrice della mostra nel periodo interessato.  Questo periodo evidenzia un sodalizio cruciale in cui nasce e si impone in  tutto il mondo il fenomeno dell’”italian style” e del “made in italy” che ha modificato fortmente l’immagine del belpaese ed ha reso la moda uno dei principali comparti dell’economia italiana.  Tale sezione evidenza anche la nuova generazione di stilisti:  il percorso inizia  all’indomani dell’esplosiva spinta dinamica e dialettica impressa dal 68’ che aveva consentito il ribaltamento di codici e certezze anche in fatto di stile e gusto del vestire che sembravano prima di allora inscalfibili, continuando con il pret a porter degli anni ottanta per arrivare fino ad oggi tra spinte contrastanti di opulenza e minimalismo, mentre nel frattempo la moda diventa un fenomeno prettamente italiano e industriale caratterizzato dalla flessibilita’ applicata all’inventiva,  alla serialita’ e appunto all’industria. Presenti tutti i grandi protagonisti dell’italian style,  Giorgio Armani, Valentino, Versace, Ferre’, Krizia, Moschino, Dolce&Gabbana,  Gucci, Ferragamo, Fendi, Blumarine, Roberto Cavalli, Miuccia Prada, Alberta  Ferretti e Max Mara per citarne alcuni.  Per la citta’ di Torino, da sempre crocevia e laboratorio dei grandi cambiamenti che hanno caratterizzato la storia italiana, puo’ considerarsi come una grande soddisfazione ed un ritorno alle origini, ma anche un punto di ripartenza per una sempre maggior competitivita’ in campo nazionale ed internazionale, riflettendo come sia cambiato il suo ruolo e quanto sia importante il suo apporto alla nazione intera in un momento cosi’ difficile e denso di cambiamenti.

PER INFORMAZIONI: 

011 4992333

prenotazioni@lavenariareale.it

www.lavenariareale.it

www.italia150.it


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