Il Dadaismo
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Molte opere scaturite dal loro estro (per l'esattezza 500 tra oli, sculture, readymade, assemblaggi, collage e disegni automatici) sono ora in mostra al Complesso del Vittoriano
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A dispetto di quanto si potrebbe pensare e nonostante delle premesse comuni, i due gruppi avanguardistici si rivelarono fin dall'inizio opposti fra loro: se il dadaismo consisteva appunto nella negazione radicale e totale dei valori borghesi, il Surrealismo si prefiggeva in primo luogo la liberazione delle potenzialità immaginative dell'inconscio per il raggiungimento di uno stato conoscitivo oltre la realtà (sur-realtà), dove sogno e azione possono conciliarsi in modo armonico. Sebbene il primo manifesto e la prima collettiva surrealista risalgano rispettivamente al 1924 e al 1925, le basi del nuovo pensiero vennero costituite già a partire dal 1914. Alla sua definizione teorica lavorarono gli intellettuali Andrè Breton (fondatore anche della vitalità distruttiva del dadaismo), Arthur Rimbaud, Guillame Apollinaire, Sigmund Freud e ulteriori personalità.
I capolavori selezionati per questa vasta esposizione provengono da importanti istituzioni museali francesi, spagnole, svedesi e statunitensi, oltre che da collezioni private. Due sezioni del percorso, inoltre, raccolgono alcune delle 1.500 opere appartenute e poi donate dallo stesso curatore dell'evento, il prof. Arturo Schwarz, alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma e all'Israel Museum di Gerusalemme, dove sono tuttora conservate.
Tra le creazioni che meglio esprimono l'aspetto esplicitamente provocatorio del dadaismo, è senza dubbio doveroso citare l'emblematica Ruota di bicicletta, la dissacrante Fontana e la celebre Gioconda
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Se da una parte i dadaisti rifiutavano l'intera tradizione pittorica e filosofica del passato, dando quindi vita a composizioni davvero originali e mai stereotipate, dall'altra i surrealisti in campo artistico dimostrarono una netta predilezione per l'arte etnografica e per l'attività figurativa dei Maestri di Avignone, di Gustave Moreau, Henri Rousseau, Paolo Uccello e di Seurat. Agli artisti del Rinascimento, per esempio, si è ispirato l'eccentrico ma allo stesso tempo geniale Salvador Dalì (1904-1989), di cui in mostra è possibile visionare l'olio su tela Essai surréaliste (Saggio surrealista), la Femme Tiroir (Donna cassetto) o La Reine Salomé (La regina Salomè) in carboncino e gesso bianco su carta. Influenze classiciste, seppur rivisitate in una chiave più essenziale ed inquietante, sono del resto fra gli elementi della Pittura Metafisica di Giorgio De Chirico (1888-1978), considerata l'antesignana del Surrealismo vero e proprio.
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Dada e Surrealismo Riscoperti
Roma, Complesso del Vittoriano, Via di S. Pietro in Carcere
Dal 9 Ottobre 2009 al 7 Febbraio 2010
Costo del biglietto: € 10,00 intero/ € 7,50 ridotto
Orario: dal lunedì al giovedì 9.30-19.30, venerdì e sabato 9.30-23.30, domenica 9.30-20.30
Tel. 06/3225380
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