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Due o tre cose che so su Mourinho, Baggio e il ballo..
Pubblicato in: Speciale Ivan Zazzaroni, Sport, Spettacolo
di Roberto D'Ingiullo - 30 Settembre 2009

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Ha dimostrato di saper passare con disinvoltura dalle colonne degli editoriali ai programmi televisivi, da libri di successo ai passi di Ballando con le stelle. L'incontro con Ivan Zazzaroni ci permette di spaziare dalle ultime polemiche calcistiche all'evoluzione del ruolo dei giornalisti mantenendo sempre lo stile professionale e divertito.

Si parla ancora delle ultime sparate di Mourinho. Le sue esternazioni appaiono studiate a tavolino: c'è un allenatore del passato che gli assomiglia? Mourinho è più un provocatore che un comunicatore, quello semmai era Liedholm. Ha il gusto di sentirsi un uomo contro, di accusare tutto e tutti. E' senz'altro strategico e può contare sul seguito esagerato che gli viene dato dai media.

Agli antipodi del tecnico portoghese, c'è un campione del passato che ha preferito allontanarsi dal mondo del calcio e che lei conosce molto bene. A cinque anni dal ritiro, Roberto Baggio non lancia nessun segnale per tornare nell'ambiente del pallone. E questa distanza non sembra pesargli... Roberto è serenissimo, l'unico fastidio gli viene dato a volte dal mal di schiena. Non è particolarmente interessato a tornare perchè sta benissimo nella tranquillità della sua famiglia. E poi non sarebbe facile trovargli un ruolo all'altezza. Non è interessato ad un incarico dirigenziale nè a fare l'allenatore: complicato assegnare un incarico degno a chi è stato il più forte giocatore al mondo.

C'è un altro campione momentaneamente fermo ma che ha manifestato la voglia di tornare in pista. Quando manca al rientro di Roberto Mancini su una panchina? Sta aspettando l'occasione giusta, una squadra con grandi prospettive. In questo momento c'è ancora in atto il contratto con l'Inter dove non è rimasto perchè non è uomo da compromessi, ma avrà tutto il tempo per dimostrare le sue qualità di tecnico. E sono enormi.

Il giornalismo cambia e viene contaminato dall'infotaiment. Lei ha fatto una scelta diversa preferendo scindere il ruolo di opinionista sportivo da quello di protagonista di programmi televisivi. Innanzi tutto, non mi ritengo il depositario di una verità assoluta. Credo che la partecipazione ad un programma d'intrattenimento non mi tolga qualcosa come giornalista. Si può esprimere un giudizio competente su una partita e cimentarsi in un altro contesto. Anche per non annoiarsi...

Come è avvenuto con Ballando con le stelle. Che ricordo ne conserva? E' stata un'esperienza splendida. Una sfida in cui mi sono lanciato con grande impegno aiutato da uno staff di alta qualità che mi ha consentito di non sbagliare. Mi sono divertito e ho avuto l'opportunità di mostrarmi al pubblico in una veste diversa.


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