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Pubblicato il: 26 novembre 2015

Al TFF premio alla carriera per Francesca Comencini

“Orto dei Ragazzi”, “Cascina Carlo Alberto” e “Tenuta della Mistica” sono i titoli di tre dei cinque corti, prodotti e realizzati da Madcast, finanziati dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali (Mipaaf), nell’ambito delle iniziative Expo 2015, e che vengono proiettati il 27 novembre al 33° Torino Film Festival in occasione della consegna a Francesca Comencini del “Premio Cipputi alla carriera”e il 28 novembre alle 17 all’interno della Sala 2 del Cinema Massimo.

La regista viene premiata per la sua forte attività nel sociale e nel mondo del lavoro alla quale ha dedicato gran parte della sua carriera. Anche il lavoro svolto sul documentario le “Nuove Terre” testimonia questo forte impegno della Comencini, avendo quale temi portanti l’agricoltura sociale, raccontata attraverso storie personali. Il documentario “Nuove Terre”, presentato in anteprima nazionale il 30 ottobre al Palazzo dell’Informazione a Roma, è stato progettato e realizzato da Madcast s.r.l. ed è stato uno dei 26 progetti – l’unico dei progetti finanziati a proporre il mezzo cinematografico come veicolo di comunicazione e di conoscenza di diverse tematiche legate all’agricoltura sociale – che hanno ottenuto il finanziamento del Mipaaf su oltre 700 presentati.

I corti, firmati dalla regista Francesca Comencini coadiuvata da Fabio Pellarin, hanno come filo conduttore l’agricoltura sociale; storie diverse tra loro, ambientate in luoghi diversi, ma tutte accomunate da esperienze in cui l’attività agricola è il mezzo per promuovere azioni co-terapeutiche, di riabilitazione e di coinvolgimento attivo di persone svantaggiate, a rischio di esclusione sociale. “Ho cercato in questo progetto sull’agricoltura sostenibile – spiega la regista- di mettere a fuoco le persone, le loro storie, le loro facce, le loro mani. Sono nuovi agricoltori che attraverso esperienze diverse, sono approdati, per scelta o necessità, in modo tardivo o inatteso, al lavoro antico e faticoso dell’agricoltura. I loro gesti ripetuti, i loro fiati, la loro inesperienza che diventa meraviglia, hanno catturato il mio sguardo. Osservare le vite degli altri è la cosa che più amo fare e che più mi fa sentire viva, a mia volta. È stato dunque un circolo vitale questo lavoro documentario. Molto intenso”. “Questo lavoro – raccontano Francesco Castaldo e Giovanni Madonna della Madcastè frutto di un’attenta selezione tra innumerevoli testimonianze raccolte sul campo da un gruppo di lavoro coordinato dal Professor Saverio Senni dell’Università della Tuscia. E’ nato con l’obiettivo di divulgare i temi della sostenibilità sociale, della cultura della legalità e dell’educazione ambientale e alimentare, temi che toccano la sensibilità di una grande regista come Francesca Comencini, che spesso ha rivolto il proprio sguardo al sociale”.

I tre corti proiettati al Torino Film Festival:
L’Orto dei Ragazzi: la terra come estensione dell’anima – Ci troviamo a Torino sulla collina di Superga, a poca distanza dal Po, dove l’Orto dei Ragazzi opera da oltre cinquant’anni accogliendo giovani in difficoltà. Negli ultimi anni con la crescita del fenomeno immigratorio, l’Orto si è focalizzato sull’ospitalità di migranti, profughi e rifugiati politici, adoperandosi per coinvolgerli in attività di produzione, trasformazione e vendita diretta di prodotti agricoli. Il progetto si preoccupa non solo dell’integrazione lavorativa dei soggetti accolti, ma anche di tutte le complesse pratiche burocratiche e di acquisizione delle competenze linguistiche che spesso costituiscono il primo ostacolo all’integrazione.

Cascina Sociale Carlo Alberto: fare insieme – Tra le Nuove Terre, la Cascina Sociale Carlo Alberto è la più giovane. “Insieme” è forse la parola chiave più appropriata per questo episodio. Secondo una modalità tipica del lavoro in agricoltura: quella che vede il momento del pensiero non separato da quello dell’agire, ma ad esso intimamente e continuamente intrecciato. “Insieme”, per imparare, per migliorare, per raggiungere lo scopo comune. Esemplificative sono le immagini della potatura invernale del frutteto in cui ciascun taglio prima di essere eseguito viene lungamente discusso e valutato.

Tenuta della Mistica: “Tutto giusto” *Le attività agricole alla Mistica coinvolgono persone portatrici di difficoltà di vita e svantaggi di varia natura, ma prevalentemente con disabilità mentale e con disturbi di origine psichiatrica. Le voci raccolte alla Mistica rivelano la piena consapevolezza del contesto in cui le persone fragili coinvolte operano, un contesto che in larga misura è anche il progetto di ciascuno di loro e non solo dei responsabili e degli operatori della cooperativa. Un giovane con disagio psichiatrico, nel porre l’accento sull’importanza di fare le cose in modo “giusto”, conclude dicendo, quasi senza rendersene conto, “tutto giusto”. Processo e prodotto sono nell’agricoltura sociale due facce della stessa medaglia, nutrendosi a vicenda di senso e significato.

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